Mentre gran parte dell’economia mondiale naviga a vista tra tensioni geopolitiche e rallentamenti commerciali, Singapore ha inaugurato il nuovo anno con un ruggito economico inaspettato. Secondo le stime anticipate rilasciate questa mattina dal Ministero del Commercio e dell’Industria (MTI), il Prodotto Interno Lordo (PIL) della città-stato è balzato del 5,7% nel quarto trimestre del 2025, segnando il ritmo di espansione più rapido dal rimbalzo post-pandemico del 2021.
Questo sprint finale ha permesso all’economia di chiudere l’intero anno 2025 con una crescita complessiva del 4,8%, stracciando le previsioni governative che si fermavano “intorno al 4%”.
Il “miracolo” manifatturiero
Il vero protagonista di questa accelerazione è il settore manifatturiero, che ha registrato un’espansione monstre del 15% su base annua nell’ultimo trimestre. A trainare la volata non sono stati i beni di consumo tradizionali, ma la fame insaziabile del mondo per l’Intelligenza Artificiale.
La domanda globale di semiconduttori avanzati e server per l’IA ha trasformato le fabbriche dell’isola in hub nevralgici per la tecnologia del futuro. Un esempio emblematico di questo successo è Silicon Box, l’azienda di packaging avanzato di chip che, proprio alla fine del 2025, ha annunciato la spedizione di 100 milioni di unità dal suo impianto di Tampines. Il successo di questo modello ha echi diretti anche in Europa: l’azienda ha confermato un investimento da 3,2 miliardi di euro per replicare la sua fabbrica all’avanguardia in Piemonte, a Novara, consolidando un asse tecnologico strategico tra Singapore e l’Italia.
Un’economia a due velocità
Tuttavia, i dati di oggi rivelano anche una frattura. Mentre l’export tecnologico vola, l’economia domestica mostra segnali di affaticamento. Il settore dei servizi, che impiega la maggior parte della forza lavoro locale, è cresciuto del 3,8%, rallentando rispetto al 4,1% del trimestre precedente. Anche il settore delle costruzioni ha frenato, scendendo al 4,2% mentre si esaurisce la spinta dei progetti di recupero post-Covid.
L’avvertimento per il 2026
Nonostante i numeri record, non c’è spazio per l’euforia nei palazzi del governo. Nel suo messaggio di Capodanno, il Primo Ministro Lawrence Wong ha lanciato un monito chiaro: “Sostenere questo ritmo sarà difficile”.
Con un ordine commerciale globale sempre più frammentato e lo spettro di nuove tariffe doganali all’orizzonte, le previsioni per il 2026 sono state riviste al ribasso, stimando una crescita tra l’1% e il 3%. La strategia per il nuovo anno, riassunta dallo slogan “Rethink, Reset, Refresh” (Ripensare, Resettare, Rinnovare), punta tutto sulla diversificazione delle rotte commerciali e sulla transizione energetica, necessaria per alimentare gli energivori data center che oggi sostengono la ricchezza della nazione.
Singapore chiude quindi il 2025 da vincitrice, ma entra nel 2026 con la consapevolezza che, nell’era dell’IA e delle barriere commerciali, l’unica costante per la sopravvivenza sarà l’adattamento.





