flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Sanità, la manovra 2025 scommette su 27.000 nuove assunzioni

Ott 2, 2025 | Daily

Roma, 2 ottobre 2025 – La Legge di Bilancio 2025 si profila come uno spartiacque per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano. Il Governo ha messo a punto un piano di reclutamento triennale che prevede l’ingresso di circa 27.000 unità di personale, con risorse specifiche (250 milioni nel 2025 e 350 milioni dal 2026) destinate a stabilizzare gli organici e rilanciare l’assistenza, soprattutto sul territorio.  

L’annuncio, promosso dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, non è solo una risposta alla carenza cronica di professionisti, ma soprattutto una strategia economica e gestionale per affrontare due emergenze interconnesse: l’imminente “gobba pensionistica” e l’esplosione dei costi per il personale esterno, i cosiddetti “medici gettonisti”.  

Infermieri: La priorità strutturale

L’elemento più critico del sistema sanitario italiano non è la carenza di medici, dove il Paese si allinea alla media europea (4,2 per 1.000 abitanti) , ma l’urgente deficit di infermieri. L’Italia registra un gap di circa 2,6 infermieri ogni 1.000 abitanti rispetto ai partner occidentali .

Per questo motivo, il piano pone un’enfasi esplicita sul reclutamento infermieristico , tanto da aver definito un protocollo operativo per l’arrivo di professionisti stranieri dall’India, con l’obbligo di formazione linguistica, come soluzione tampone di emergenza. L’obiettivo è riequilibrare un  mix professionale che in passato è stato schiacciato dai tagli.

La svolta contro la spesa

La vera chiave di lettura finanziaria della manovra risiede nella battaglia contro il fenomeno dei gettonisti. Negli ultimi anni, le Aziende Sanitarie hanno visto i costi per il personale fornito da cooperative esterne salire in modo vertiginoso, superando i 2,1 miliardi di euro tra il 2019 e il 2024. Solo nei primi otto mesi del 2023, la spesa ha quasi raggiunto i 476,4 milioni, raddoppiando rispetto all’anno precedente.  

Secondo le stime, la razionalizzazione di questi fondi insostenibili permetterebbe di assumere a tempo indeterminato circa 3.000 medici e 6.000 infermieri ogni anno. Il piano di assunzioni da 27.000 unità non è, quindi, solo un investimento, ma la conversione di una spesa inefficiente e precaria in un rafforzamento strutturale e stabile del SSN.  

La sfida dell’attrattività: stipendi e sicurezza

Tuttavia, il successo del piano è tutt’altro che garantito. I sindacati accolgono positivamente le assunzioni, ma avvertono che il sistema continuerà a “svuotarsi” se non verranno affrontati i problemi di attrattività della professione.  

La Fuga dei Professionisti: Entro il 2027, si prevede il pensionamento del 28% del personale medico. Contemporaneamente, l’alta percentuale di dimissioni e l’emigrazione all’estero continuano: si stima che circa otto medici al giorno abbandonino il Servizio. Questa crisi di attrattività si riflette nei concorsi deserti, con il 17% dei contratti regionali di specializzazione rimasti senza assegnazione.  

Retribuzioni e Rischio Legale: Il nodo cruciale resta economico e legale. Gli stipendi dei professionisti italiani sono tra i più bassi in Europa , e la mancanza di una retribuzione competitiva spinge i giovani verso il privato o l’estero. A ciò si aggiunge il bisogno di una riforma robusta sulla responsabilità medica e la potenziale depenalizzazione dell’atto medico, per ridurre l’alto rischio professionale percepito .  

In conclusione, le 27.000 assunzioni rappresentano la prima e necessaria mossa per risanare il SSN dopo anni di blocchi del turnover . Ma per trasformare un’azione di “tappo” in un rilancio duraturo, il Governo dovrà non solo assumere, ma rendere la sanità pubblica un luogo dove i professionisti desiderino restare, agendo su buste paga, sicurezza sul lavoro e, soprattutto, sull’equità, assicurando che le nuove risorse non si concentrino solo nelle regioni più ricche, acuendo i divari territoriali .

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva

La prima intervista di Warren Buffett.

Giugno 1962. In un raro filmato d'archivio della KMTV, un trentunenne Warren Buffett affronta il crollo del mercato azionario con una freddezza che diventerà leggendaria. Mentre Wall Street è nel panico per il "Kennedy...