I cieli d’Europa non sono mai stati così turbolenti per il gigante low-cost irlandese. Mentre milioni di passeggeri prenotano i voli per le vacanze natalizie, negli uffici dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) si sta scrivendo l’ultimo capitolo di una battaglia legale che potrebbe costare a Ryanair fino a un miliardo di euro.
La notizia, esplosa oggi con fragore sui media economici, riguarda la chiusura imminente dell’istruttoria per abuso di posizione dominante. La decisione finale è attesa entro il 22 dicembre, ma le indiscrezioni lasciano poco spazio all’ottimismo per la compagnia di Michael O’Leary: sul tavolo c’è una sanzione che potrebbe toccare il 10% del fatturato globale del vettore.

La “Pace” Fallita e la Trappola dei Prezzi
Al centro della contesa c’è il tradimento di una promessa. Lo scorso aprile, Ryanair e la FIAVET (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo) avevano siglato una tregua con il lancio della piattaforma “Travel Agent Direct” (TAD). L’accordo doveva permettere alle agenzie di viaggio di accedere direttamente ai voli Ryanair, garantendo trasparenza e fine delle ostilità.
Tuttavia, nell’audizione infuocata del 10 dicembre, la FIAVET ha presentato il conto: l’accordo sarebbe carta straccia. Secondo l’accusa, Ryanair violerebbe sistematicamente la parity rate (parità tariffaria). Sulla piattaforma dedicata alle agenzie (TAD), i voli appaiono a prezzi maggiorati, mentre sul sito ufficiale i consumatori trovano le famose tariffe base a 19 o 29 euro. La difesa della compagnia? Quelle sul sito sono “promozioni esclusive”, non tariffe standard. Una distinzione semantica che le associazioni di categoria definiscono un trucco per tagliare fuori gli intermediari.
Un “Dicembre Nero” per O’Leary
La minaccia della maxi-multa arriva al culmine di una “settimana orribile” per il vettore. Solo tre giorni fa, il 10 dicembre, il Tribunale dell’UE in Lussemburgo ha respinto il ricorso di Ryanair contro gli aiuti di stato concessi a TAP Portugal, smontando la narrazione della low-cost come vittima dei monopoli di stato.
A questo si aggiunge il precedente inquietante di agosto 2025, quando l’AGCM ha già sanzionato Ryanair per 1,34 milioni di euro. Il motivo? Aver ostacolato le indagini nascondendo documenti strategici e business plan durante le ispezioni, un comportamento che l’Autorità ha bollato come gravemente scorretto e che ora potrebbe pesare come un macigno nella valutazione della sanzione finale.
Cosa Succede Adesso?
Il 22 dicembre è la data cerchiata in rosso. Se l’Antitrust confermasse la linea dura, non si tratterebbe solo di un colpo economico, ma di un terremoto strutturale per il modello di business di Ryanair. La compagnia potrebbe essere costretta ad aprire realmente i suoi database alle agenzie, rinunciando all’esclusiva sul cliente che ha garantito finora margini altissimi sui servizi extra (bagagli, posti, assicurazioni).
Intanto, sul fronte dei consumatori, il Codacons affila le armi su un altro campo di battaglia: l’obbligo di check-in online e le carte d’imbarco solo digitali, misure che continuano a generare esposti e polemiche. La sensazione diffusa è che, per la regina dei cieli low-cost, il tempo dell’impunità normativa stia per scadere.





