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Puma vola in borsa(+17%) a seguito delle voci sull’acquisizione da parte della cinese Anta Sports

Nov 27, 2025 | Aziende

Francoforte, 27 Novembre 2025 – C’è voluto un rumor proveniente dall’Estremo Oriente per scuotere il torpore che avvolgeva il titolo Puma da mesi. Le azioni del marchio tedesco, scambiate sul sistema XETRA, hanno registrato un’impennata spettacolare nella seduta di oggi, toccando un rialzo intraday superiore al 17% e sfiorando la soglia psicologica dei 20 euro.  

A innescare la corsa agli acquisti è stata un’indiscrezione rilanciata da Bloomberg: il colosso cinese Anta Sports Products Ltd. starebbe valutando un’offerta di acquisto per l’azienda di Herzogenaurach.  

I Dettagli dell’Operazione

Secondo fonti vicine al dossier, Anta Sports – la terza azienda di sportswear al mondo per ricavi – starebbe già lavorando con advisor finanziari per esplorare la fattibilità dell’operazione. Per rendere l’acquisizione finanziariamente e politicamente sostenibile, il gruppo cinese potrebbe formare un consorzio con partner di private equity, replicando il modello di successo utilizzato nel 2019 per l’acquisto di Amer Sports (proprietaria di marchi come Salomon e Arc’teryx).  

Sebbene anche il nome della rivale cinese Li Ning sia circolato tra i possibili interessati, l’azienda ha prontamente smentito “negoziati sostanziali”, lasciando Anta come unico pretendente credibile al momento.  

Due Destini Opposti

L’ipotetico matrimonio unirebbe due realtà che stanno vivendo momenti diametralmente opposti. Da un lato c’è Puma, reduce da un annus horribilis. Prima del balzo odierno, il titolo aveva perso circa il 56% del suo valore da inizio anno. Il nuovo CEO, Arthur Hoeld, sta guidando una dolorosa ristrutturazione che prevede il taglio di 900 posti di lavoro e un riposizionamento del marchio, considerato dalla stessa dirigenza “diventato troppo commerciale” a scapito della sua identità sportiva.  

Dall’altro c’è Anta Sports, una macchina da guerra finanziaria con una capitalizzazione di mercato di circa 31 miliardi di dollari e riserve di liquidità record, che continua a crescere a doppia cifra nonostante il rallentamento dell’economia cinese. Per Anta, Puma rappresenta il tassello mancante: un marchio globale iconico per sfidare Nike e Adidas sui mercati occidentali.  

L’Ago della Bilancia: La Famiglia Pinault

L’ostacolo principale all’operazione risiede a Parigi. Il 29% di Puma è nelle mani di Artemis, la holding della famiglia Pinault (proprietaria del gruppo del lusso Kering). Sebbene François-Henri Pinault abbia definito la partecipazione “non strategica”, è improbabile che la famiglia accetti di vendere ai prezzi attuali, che cristallizzerebbero una perdita significativa rispetto ai massimi storici.  

Inoltre, resta l’incognita politica. In un clima di tensioni commerciali tra UE e Cina, il governo tedesco potrebbe vedere con sospetto il passaggio di uno storico marchio nazionale sotto bandiera cinese, memore delle polemiche suscitate in passato da acquisizioni simili nel settore industriale.  

Per ora, il mercato festeggia. Gli investitori scommettono che, di fronte alla potenza di fuoco finanziaria di Anta e alla necessità di rilancio di Puma, l’affare possa rivelarsi l’unica via d’uscita per ridare valore al “felino” tedesco.

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