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Porsche: crollo globale del 10%, emorragia in Cina e terremoto ai vertici

Gen 17, 2026 | Aziende

Non è solo una flessione, è un cambiamento di paradigma. Per la prima volta dalla crisi finanziaria del 2009, Porsche AG registra una contrazione a doppia cifra delle vendite globali. I dati rilasciati oggi confermano i timori degli analisti: -10% a livello mondiale (279.449 veicoli consegnati), un risultato che ha innescato un immediato rimpasto nel Consiglio di Amministrazione.

La “crisi” cinese

Il cuore della crisi risiede nel mercato che per anni è stato la locomotiva del lusso tedesco: la Cina. Qui Porsche ha subito un tracollo del 26%, scendendo a sole 41.938 unità. Non si tratta solo di economia rallentata, ma di una sconfitta tecnologica. I consumatori cinesi stanno abbandonando i marchi europei tradizionali per i produttori locali come Xiaomi (con la sua SU7 Ultra) e le gamme di lusso di BYD, che offrono tecnologia digitale superiore a prezzi inferiori. In questo scenario, la Taycan è la vittima illustre: le vendite globali dell’elettrica di punta sono crollate del 22%, penalizzate da un forte deprezzamento e dall’obsolescenza rispetto ai rivali orientali.

L’America resiste

Mentre l’Oriente crolla, l’Occidente mostra una frattura interna:

  • Nord America (Record): Gli USA hanno salvato il bilancio finale, segnando un nuovo record storico di vendite (+0,1%), trainato paradossalmente dalla corsa all’acquisto degli ultimi modelli a benzina come la 718 e la Macan termica.
  • Europa (-13%) e Germania (-16%): Il vecchio continente soffre pesantemente. La causa principale non è solo la domanda, ma il ritiro forzato dai listini della Macan a benzina e della 718 a causa delle nuove normative europee sulla cybersecurity (UNECE R155), che ha lasciato i concessionari senza i loro best-seller più accessibili.

Il paradosso elettrico

In questo quadro a tinte fosche, emerge un dato sorprendente: la nuova Macan Elettrica. Nonostante lo scetticismo generale sugli EV, la versione a batteria ha superato quella a benzina a livello globale, rappresentando il 53,8% delle vendite totali del modello. È l’unica auto della gamma, insieme all’intramontabile 911, ad aver chiuso l’anno in positivo (+2%).

Cambiamento ai vertici

I numeri hanno conseguenze. In una mossa che segnala la gravità della situazione, Porsche ha annunciato l’uscita di due colonne portanti del management: il CFO Lutz Meschke e il Responsabile Vendite Detlev von Platen. Saranno sostituiti rispettivamente da Jochen Breckner e Matthias Becker, chiamati a gestire una fase di “cost cutting” e a ripensare una strategia che, nel 2025, ha mostrato tutti i suoi limiti.

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