Un accordo finanziario e tecnologico ha scosso la Silicon Valley: Meta Platforms e Advanced Micro Devices (AMD) hanno siglato una partnership pluriennale e multi-generazionale destinata a ridisegnare gli equilibri di potere nell’industria dell’intelligenza artificiale. L’intesa, annunciata ufficialmente il 24 febbraio 2026, prevede l’acquisto da parte di Meta di ben 6 gigawatt (GW) di potenza di calcolo, con un valore complessivo stimato tra i 60 e gli oltre 100 miliardi di dollari nel corso di cinque anni.
Al centro di questa colossale infrastruttura ci saranno versioni personalizzate degli acceleratori GPU AMD Instinct basati sulla nuova architettura MI450, affiancati dai processori CPU EPYC di sesta e settima generazione, nome in codice “Venice” e “Verano”. L’hardware sarà alloggiato nei sistemi rack “Helios”, sviluppati congiuntamente dalle due aziende. Per comprendere la portata fisica del progetto, basti pensare che 6 GW equivalgono al fabbisogno energetico di quasi 4,5 milioni di abitazioni americane. Meta costruirà data center di proporzioni ciclopiche per ospitarli: il progetto “Prometheus Hyperscale” in Ohio sarà operativo già nel 2026, mentre il CEO Mark Zuckerberg ha rivelato che alcune delle future sedi potrebbero occupare una superficie pari a quella dell’isola di Manhattan.
La struttura finanziaria dell’accordo è altrettanto dirompente e ricalca fedelmente il contratto stipulato da AMD con OpenAI nell’ottobre del 2025. Oltre al massiccio acquisto di hardware, AMD ha concesso a Meta warrant basati sulle prestazioni per acquisire fino a 160 milioni di azioni (circa il 10% della società) al prezzo irrisorio di un centesimo per azione. Queste opzioni matureranno progressivamente al raggiungimento degli obiettivi di consegna e, per la tranche finale, diventeranno esercitabili solo se il titolo AMD toccherà l’ambiziosa quota di 600 dollari, allineando di fatto gli interessi di mercato dei due colossi.
L’obiettivo strategico di Meta è chiaro. Da un lato, la nuova iniziativa “Meta Compute” punta a scalare l’infrastruttura per supportare l’era della “superintelligenza personale”, che richiederà immense capacità di calcolo per l’inferenza degli algoritmi in tempo reale. Dall’altro, l’azienda vuole ridurre la propria dipendenza tecnologica ed economica da Nvidia, adottando un approccio diversificato per garantirsi stabilità nelle forniture.
La reazione di Wall Street non si è fatta attendere. Le azioni di AMD hanno registrato un balzo di circa il 9-10% nelle ore successive all’annuncio, premiando quello che molti analisti considerano il definitivo ingresso dell’azienda come fornitore di primissima fascia. L’era del monopolio di fatto nel mercato dei semiconduttori per l’intelligenza artificiale sembra essere ufficialmente giunta al capolinea.





