Dopo venticinque anni di negoziati, l’Unione Europea ha dato il via libera definitivo all’accordo commerciale con i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay e Bolivia). La svolta è arrivata questa mattina durante la riunione del Coreper (il comitato dei rappresentanti permanenti), dove la maggioranza qualificata degli Stati membri ha approvato l’intesa, superando l’opposizione di un blocco guidato dalla Francia. La firma ufficiale è attesa per lunedì 12 gennaio in Sud America.
Italia: perché il voto è cambiato L’elemento determinante per il successo dell’accordo è stato il voto favorevole dell’Italia. Fino a poche settimane fa allineato alle perplessità francesi, il governo italiano ha sciolto la riserva dopo aver ottenuto concessioni cruciali dalla Commissione Europea, evitando così che si formasse la “minoranza di blocco” (almeno 4 paesi e il 35% della popolazione UE) necessaria per affossare il trattato.
Il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha rivendicato tre garanzie chiave ottenute all’ultimo minuto:
- Clausola di Salvaguardia al 5%: La soglia per far scattare i dazi di protezione in caso di crollo dei prezzi o aumento eccessivo dell’import è stata abbassata dall’8% al 5%, rendendo il meccanismo molto più rapido ed efficace a tutela degli agricoltori.
- Fondo da 45 Miliardi: Garanzie sull’anticipo e la blindatura di circa 45 miliardi di euro di fondi della Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo 2028-2034, di cui circa 10 miliardi a beneficio diretto dell’Italia.
- Fertilizzanti: L’azzeramento dei dazi sull’importazione di fertilizzanti dal Sud America, vitale per ridurre i costi di produzione agricola.
I blocchi: chi ha votato contro Nonostante il via libera, l’Europa si è spaccata. Hanno votato contro cinque paesi: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda. Il Belgio si è astenuto. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha definito l’intesa “un accordo di un’altra epoca”, lamentando la mancanza di reciprocità sugli standard ambientali e sanitari, mentre gli agricoltori francesi bloccavano le strade di Parigi con i trattori. La Polonia ha annunciato l’intenzione di impugnare l’accordo alla Corte di Giustizia UE. A favore, oltre all’Italia, si sono schierati pesi massimi come la Germania (che spinge per l’export di auto e macchinari) e la Spagna.
Cosa prevede l’accordo L’intesa creerà la più grande area di libero scambio al mondo, coprendo quasi 800 milioni di persone.
- Industria: Eliminazione dei dazi su oltre il 90% dell’export UE, inclusi auto (oggi tassate al 35%), macchinari e prodotti farmaceutici.
- Agroalimentare: L’UE aprirà il mercato a quote contingentate (a dazio ridotto o nullo) per prodotti sensibili sudamericani: 99.000 tonnellate di carne bovina, 180.000 tonnellate di pollame e quote per zucchero ed etanolo.
- Materie Prime: L’accordo garantisce all’Europa un accesso privilegiato a risorse critiche come il litio (Argentina) e il niobio (Brasile), fondamentali per la transizione elettrica e per ridurre la dipendenza dalla Cina.





