Se ottobre era stato il mese della paura, novembre 2025 sarà ricordato come il mese della resilienza schizofrenica. Mentre Wall Street brindava all’Intelligenza Artificiale e l’Oro toccava vette inesplorate, il mondo Cripto affrontava un inverno improvviso. Con lo sguardo ora rivolto a dicembre, gli investitori si chiedono: Babbo Natale porterà un rally o carbone?
Il Riassunto di Novembre: Wall Street vola “alla cieca”
Il mese appena concluso è stato dominato da un evento storico: lo shutdown del governo USA, durato ben 43 giorni e terminato solo il 12 novembre. Questo ha creato un “buco nero” statistico, lasciando la Federal Reserve e i mercati senza dati cruciali su inflazione e lavoro per settimane. Nonostante ciò, l’azionario ha ignorato il rumore di fondo, aggrappandosi a due ancore di salvezza: i conti stellari di Nvidia (57 miliardi di fatturato) e le rassicurazioni di John Williams della Fed su un possibile taglio dei tassi a breve.
Ecco una fotografia delle performance di novembre:
- Indici USA (S&P 500 / Nasdaq): Hanno recuperato quasi completamente le perdite iniziali chiudendo in forte rialzo, spinti dalle Big Tech e dalla scommessa su un costo del denaro più basso. L’S&P 500 punta ora alla soglia psicologica dei 7.000 punti.
- FTSE MIB: L’indice italiano si è dimostrato in ottima forma, recuperando quota 43.000 punti. A sostenere Milano è stato il PIL (+0,1%) che ha scacciato la recessione, e il settore bancario, con MPS sugli scudi nonostante la volatilità di Unicredit.
- Oro (XAUUSD): Il vero vincitore. Il metallo giallo ha sfiorato i $4.225 l’oncia, agendo come bene rifugio perfetto contro l’incertezza fiscale USA e le tensioni geopolitiche.
- Bitcoin (BTC): La nota dolente. Dai massimi di ottobre ($126k), la criptovaluta è crollata in area $92.000, vittima di prese di profitto istituzionali e di una crisi di liquidità sugli exchange.
- Petrolio: Debole, con il WTI scivolato sotto i $60 a causa dell’eccesso di offerta globale, nonostante i tentativi dell’OPEC+.

Prospettive per Dicembre: Tutto in una notte (FOMC)
Le statistiche sorridono ai rialzisti: storicamente, dicembre dà il via al cosiddetto “Santa Claus Rally”. Tuttavia, quest’anno la slitta di Babbo Natale dovrà superare un ostacolo monumentale: la riunione del FOMC (Federal Open Market Committee).
In questo momento il mercato sconta all’80% un taglio dei tassi di 25 punti base. L’attenzione è massima per la decisione che sarà annunciata il 10 dicembre, anche se in questo momento il taglio sembra ormai preannunciato, salvo imprevisti che potrebbero manifestarsi attraverso dati preoccupanti sull’inflazione.
Lo scenario base: Se Jerome Powell confermerà il taglio e userà toni accomodanti, la liquidità inonderà i mercati, spingendo l’azionario verso nuovi massimi storici e favorendo un recupero del Bitcoin.
Un’altro fattore importante per Wall Street sarà la fine del QT dal primo dicembre, che inietterà ulteriore liquidità sui mercati
Dicembre si apre dunque con ottimismo: la liquidità c’è, ma la dipendenza dalle parole della Banca Centrale rimane elevata.





