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L’Ultimo atto di Buffett da CEO: fuga da Amazon e la sorprendente scommessa sul New York Times

Feb 22, 2026 | Finanza

Il 31 dicembre 2025 ha segnato la fine di una favola durata sessant’anni: Warren Buffett ha ufficialmente lasciato la guida esecutiva di Berkshire Hathaway al suo successore Greg Abel. Tuttavia, l’ultimo trimestre solare sotto la sua direzione (Q4 2025) ha lasciato un’impronta indelebile sui mercati, delineando una strategia profondamente difensiva e in aperta controtendenza rispetto all’euforia generale.

Berkshire continua ad accumulare liquidità

I documenti depositati presso la SEC a metà febbraio rivelano che, per il tredicesimo trimestre consecutivo, Berkshire Hathaway si è posizionata come “venditore netto” di azioni, continuando ad accumulare liquidità. La mossa di disinvestimento più clamorosa ha colpito Amazon: Berkshire ha tagliato la sua partecipazione nel colosso del cloud e dell’e-commerce del 77%, vendendo oltre 7,7 milioni di azioni. Secondo le analisi della CNBC, questa decisione è motivata dalla volontà di tenersi alla larga da quello che è stato ribattezzato il “falò di cassa dell’Intelligenza Artificiale”. Si prevede infatti che le grandi aziende tecnologiche bruceranno quasi 700 miliardi di dollari tra il 2025 e il 2026 solo in spese per le infrastrutture IA, una dinamica avversa alla tradizionale disciplina del capitale richiesta da Buffett.

Alphabet, Apple e la scommessa NYT

Nonostante questo disimpegno dalle infrastrutture ad alta intensità di capitale, Berkshire non ha abbandonato la tecnologia. Parte dei fondi è stata ricollocata in una nuova e massiccia posizione da 4,3 miliardi di dollari in Alphabet (Google), un’azienda che beneficia dell’intelligenza artificiale grazie a un ecosistema monopolistico e a enormi flussi di cassa pubblicitari. Nel frattempo, la storica quota in Apple ha subito un ulteriore taglio del 4,3%; tuttavia, con un valore residuo di circa 62 miliardi di dollari, Cupertino rimane saldamente il maggiore investimento del conglomerato, rappresentando il 19% dell’intero portafoglio.

Mentre smobilizzava azioni di giganti tecnologici e scaricava oltre 50 milioni di azioni di Bank of America , l’ufficio investimenti ha orchestrato una mossa dal sapore romantico ma dalle basi finanziarie solidissime: l’acquisto di 5,06 milioni di azioni della The New York Times Company. Con un esborso di circa 352 milioni di dollari, Berkshire si è assicurata il 3% della società editoriale. Più che un nostalgico ritorno al passato, gli analisti evidenziano come la testata sia considerata un business digitale in forte crescita, forte di solidi abbonamenti e di un reale potere di fissazione dei prezzi.

A completare il portafoglio c’è stato anche un rafforzamento nel settore energetico tradizionale con l’acquisto di oltre 8 milioni di nuove azioni di Chevron. L’eredità operativa che Buffett consegna ad Abel è chiara: una corazzata estremamente protetta, ripulita dai rischi speculativi dell’IA e pronta a navigare con pazienza nell’incertezza futura.

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