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L’Europa risponde a Trump: pronto il “Bazooka” commerciale contro i dazi

Gen 19, 2026 | Geo/Politica

L’Alleanza Atlantica sta affrontando la sua prova più dura. Quella che era iniziata come una proposta immobiliare provocatoria, l’acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti, si è trasformata in una crisi diplomatica ed economica a tutto campo. Di fronte alla minaccia del Presidente Donald Trump di imporre dazi punitivi contro otto nazioni europee, l’Unione Europea sta valutando l’attivazione della sua arma economica più potente: lo Strumento Anti-Coercizione (ACI), noto nei corridoi di Bruxelles come il “bazooka commerciale”.

“Non siamo in vendita”: la miccia della crisi

Il casus belli è la Groenlandia. Di fronte alle rinnovate pressioni di Washington per acquisire l’isola artica strategica, il Primo Ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha tracciato una linea netta. In una conferenza stampa congiunta con i vertici danesi, il 34enne leader ha dichiarato: “Se dobbiamo scegliere tra gli Stati Uniti e la Danimarca qui e ora, scegliamo la Danimarca. Scegliamo la NATO. Scegliamo l’UE”.

La risposta della Casa Bianca non si è fatta attendere. Trump, fingendo di non conoscere Nielsen (“Non so chi sia, ma sarà un grosso problema per lui”), ha minacciato un’ondata di tariffe contro i paesi che si oppongono all’acquisizione. La lista nera includerebbe non solo membri dell’UE, ma anche storici alleati extra-UE come Norvegia e Regno Unito, dimostrando che nemmeno la “Special Relationship” offre protezione contro la nuova dottrina americana.

L’Europa carica il “Bazooka”

Per la prima volta dalla sua entrata in vigore nel dicembre 2023, l’UE sta seriamente considerando di attivare l’ACI. A differenza delle sanzioni tradizionali, questo strumento permette una “ritorsione incrociata”: se gli USA colpiscono l’acciaio o le auto europee, l’Europa non è costretta a rispondere con dazi simili, ma può colpire dove fa più male, ovvero nei servizi, negli appalti pubblici e nei diritti di proprietà intellettuale.

Il Presidente francese Emmanuel Macron sta guidando il fronte dei “falchi”, spingendo per un’attivazione immediata dello strumento per difendere la sovranità europea. “Nessuna intimidazione ci influenzerà”, ha fatto sapere l’Eliseo, sostenuto dai paesi scandinavi.

Il dilemma tedesco e i mercati nel panico

Tuttavia, l’unità europea scricchiola. La Germania, terrorizzata dall’impatto che una guerra commerciale totale avrebbe sul suo settore automobilistico già in difficoltà, frena. I diplomatici tedeschi cercano disperatamente una via di dialogo, temendo che l’uso del bazooka possa innescare una spirale incontrollabile. Nel frattempo, i mercati hanno già emesso il loro verdetto: le borse europee sono in calo, trainate al ribasso dai titoli del lusso e dell’auto, mentre gli investitori si rifugiano nell’oro e nell’argento, schizzati ai massimi storici.

Un nuovo ordine mondiale?

La crisi della Groenlandia non è un evento isolato, ma riflette la visione transazionale della politica estera di Trump 2.0. Mentre preme sull’Artico, il Presidente ha contemporaneamente lanciato una “Board of Peace” per la ricostruzione di Gaza, gestita come un progetto di sviluppo immobiliare da figure come Jared Kushner e Tony Blair, dove l’accesso al tavolo decisionale sembra legato a contributi finanziari miliardari.

In questo scenario, l’attivazione del bazooka europeo non sarebbe solo una misura economica, ma un segnale politico definitivo: l’Europa è pronta a pagare un prezzo economico per non diventare una semplice pedina nel “Monopoli” geopolitico globale.

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