L’architettura della finanza globale sta cambiando. BNP Paribas, la più grande banca d’Europa con oltre 3.000 miliardi di dollari di asset in gestione , ha ufficialmente lanciato una classe di quote tokenizzate di un fondo monetario domiciliato in Francia, scegliendo come infrastruttura la blockchain pubblica di Ethereum.
Con questa mossa, il colosso francese scende in campo in una competizione ormai serrata con i giganti statunitensi come BlackRock e JPMorgan, confermando che la tokenizzazione degli asset del mondo reale (RWA) è passata dall’essere un esperimento tecnologico a un imperativo istituzionale.
L’esperimento e la conformità programmabile
A differenza del mondo crypto tradizionale, dove le transazioni sono spesso libere da vincoli, BNP Paribas ha adottato un approccio rigorosamente conforme alle normative. L’emissione, condotta inizialmente come test intra-gruppo tramite la piattaforma proprietaria AssetFoundry , si è avvalsa dello standard tecnologico ERC-3643. Questo modello ad “accesso autorizzato” (permissioned) integra le regole di conformità direttamente nel token, garantendo che le quote possano essere detenute e trasferite esclusivamente da investitori idonei e preventivamente verificati (KYC). In questo modo, la banca unisce l’efficienza globale di una rete pubblica con la sicurezza e il controllo tipici del settore bancario.
La sfida a BlackRock e JPMorgan
Il mercato dei fondi monetari tokenizzati ha da poco raggiunto i 10 miliardi di dollari a livello globale. BlackRock domina attualmente il settore con il suo fondo BUIDL, che in breve tempo ha attratto miliardi di dollari di asset in gestione (AUM) offrendo rendimenti sui titoli del Tesoro USA e distribuendo dividendi direttamente on-chain.
Anche JPMorgan si è mossa con decisione: a dicembre 2025 ha lanciato il suo “My OnChain Net Yield Fund” (MONY) su Ethereum. Il fondo, inaugurato con un capitale iniziale di 100 milioni di dollari fornito dalla stessa banca, è accessibile a investitori qualificati tramite la piattaforma Morgan Money, permettendo di sottoscrivere e rimborsare quote utilizzando sia contanti che stablecoin.
Il contesto europeo e la moneta istituzionale
L’iniziativa di BNP Paribas assume un significato strategico vitale per l’Europa. Proprio a febbraio 2026, un consorzio di undici grandi istituti europei (tra cui BNP Paribas, ING, UniCredit e BBVA) ha completato la formazione di Qivalis, una joint venture con sede ad Amsterdam. L’obiettivo di Qivalis è lanciare, nella seconda metà del 2026, una stablecoin ancorata all’euro e pienamente conforme al nuovo regolamento europeo MiCA.
La combinazione tra fondi tokenizzati (che fungono da riserva di valore fruttifera) e stablecoin bancarie creerà un ecosistema finanziario autonomo e ininterrotto. I tesorieri aziendali potranno muovere capitali istantaneamente, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, superando i lenti sistemi di compensazione tradizionali legati agli orari d’ufficio.





