Il 2026 segnerà la fine dell'”eccezionalismo americano”? Secondo le ultime previsioni di JPMorgan Asset Management, gli investitori devono prepararsi a una “grande convergenza” in cui i mercati internazionali offriranno opportunità superiori grazie a valutazioni più attraenti e a una crescita degli utili in accelerazione.
Il dominio incontrastato degli asset statunitensi, alimentato per un decennio dalla tecnologia e dal dollaro forte, sta per incontrare una concorrenza credibile. Nel suo outlook per il 2026, JPMorgan Asset Management (JPMAM) prevede un ampliamento della crescita economica globale che renderà i mercati ex-USA non solo un’opzione di diversificazione, ma una fonte primaria di rendimento.
I numeri della svolta: Valutazioni e Utili
Il cuore della tesi di JPMAM risiede in un divario di valutazione che ha raggiunto livelli storici. Mentre l’S&P 500 scambia a multipli elevati (circa 23 volte gli utili attesi), l’Europa e il Giappone offrono “sconti” significativi, scambiando rispettivamente attorno a 16x e 15,8x.
Tuttavia, non è solo una questione di prezzo. È la dinamica degli utili a cambiare:
- Dopo la crisi finanziaria, gli utili USA sono cresciuti dell’8% in più all’anno rispetto a quelli europei.
- Per il periodo 2025-2027, JPMorgan prevede che questo divario si ridurrà drasticamente a soli 2 punti percentuali.
La mappa delle opportunità
Secondo gli analisti di JPMAM, la selezione sarà cruciale. Ecco le aree geografiche e settoriali sotto i riflettori:
- Europa (Banche e Difesa): La vera sorpresa per il 2026 potrebbe arrivare dal Vecchio Continente. Karen Ward, Chief Market Strategist EMEA di JPMorgan, sottolinea come l’Europa stia finalmente accendendo i motori fiscali, con la Germania pronta ad aumentare gli investimenti governativi del 20% nel 2026. Questo favorirà settori ciclici come le banche (che scambiano ancora a valutazioni depresse) e le aziende della difesa.
- Giappone (Riforme e “Sanaenomics”): Il Giappone rimane una convinzione forte grazie alle riforme aziendali che sbloccano liquidità per i dividendi e agli effetti delle politiche del Primo Ministro Sanae Takaichi (“Sanaenomics”), che puntano a rivitalizzare la spesa della classe media.
- Cina (Tech e Export): Nonostante i dazi, JPMAM vede un punto di svolta. L’emergere di player nell’IA come DeepSeek ha riacceso l’interesse per il tech cinese, che scambia a multipli inferiori rispetto ai pari USA (25x contro 31x) ma con previsioni di crescita degli utili superiori al 30%.
La strategia: Diversificazione attiva
Maria Paola Toschi, Global Market Strategist di JPMAM, avverte che, sebbene non siamo di fronte a una bolla tecnologica stile anni 2000, la concentrazione del mercato USA richiede prudenza.
La raccomandazione per gli investitori italiani è chiara: passare da una diversificazione passiva a una “diversificazione selettiva”. Non si tratta di abbandonare gli USA, ma di bilanciare il portafoglio con esposizioni internazionali che beneficiano di stimoli fiscali e ripresa ciclica, guardando anche ai mercati privati per catturare valore prima che le aziende arrivino in borsa.
In sintesi, il 2026 sarà l’anno in cui il motore della crescita globale aggiungerà nuovi cilindri in Europa e Asia, offrendo agli investitori la possibilità di sganciarsi dalla dipendenza esclusiva da Wall Street.





