È un venerdì da doppio segno positivo per l’economia italiana. Nel giorno in cui l’Istat certifica una crescita superiore alle previsioni governative, da Londra arriva l’atteso verdetto di S&P Global Ratings: l’agenzia ha confermato il rating sovrano BBB+, ma ha rivisto al rialzo l’outlook, portandolo da “stabile” a “positivo”. Una mossa che segnala la possibilità concreta di un miglioramento del merito di credito nei prossimi 12-24 mesi e che il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti accoglie con trionfo: «La credibilità italiana non conosce soste. Il lavoro paga».
I motivi della promozione: “resilienza fiscale”
La decisione di S&P si fonda su quella che gli analisti definiscono la “resilienza fiscale” del Paese. Nonostante l’eredità pesante dei crediti d’imposta del Superbonus e un debito pubblico stimato al 136% del Pil per il 2025, l’agenzia vede un percorso di risanamento credibile. Sotto la lente positiva degli analisti sono finite le misure strutturali sulle entrate, incluse le imposte straordinarie su banche e assicurazioni e una più rigorosa applicazione dell’IVA, che dovrebbero portare il deficit sotto la soglia del 3% (al 2,9%) già nel 2026. Inoltre, S&P prevede che il debito inizierà un lento percorso discendente a partire dal 2028.
L’economia reale sorprende
A rafforzare il quadro arrivano i dati Istat: il Pil italiano nel 2025 è cresciuto dello 0,7%, battendo di due decimali la previsione dello 0,5% fissata dal governo nella NADEF. Trainata da un quarto trimestre tonico (+0,3%), l’Italia stacca la Germania (ferma al +0,2%) e mostra una vitalità inattesa, seppur lontana dal +2,8% della Spagna. «L’economia italiana ha dimostrato resilienza di fronte all’incertezza commerciale», si legge nel report di S&P, che loda anche la robusta ricchezza privata e il surplus delle partite correnti.
Lo scontro politico: rating finanziario vs vita reale
Se il governo esulta, le opposizioni leggono i numeri con lenti diverse, denunciando uno scollamento tra la finanza e il Paese reale. Antonio Misiani, responsabile economico del PD, attacca: «Migliora il rating finanziario, ma peggiora il rating della vita reale dei cittadini», citando il calo della produzione industriale e le crescenti disuguaglianze sociali. Anche il M5S punta il dito contro l’esecutivo, accusandolo di festeggiare mentre taglia servizi essenziali come sanità e istruzione.
Lo scenario futuro
Il semaforo verde di S&P non è però privo di avvertenze. L’agenzia guarda con attenzione al calendario politico, segnalando che l’avvicinarsi delle elezioni del 2027 potrebbe rallentare le riforme strutturali e accendere la competizione elettorale a scapito del rigore di bilancio. Tuttavia, la reazione composta dei mercati, con lo spread BTP-Bund stabile attorno ai 61 punti base , suggerisce che, per ora, la fiducia degli investitori nell’Italia rimane solida.





