Gli eventi delle ultime ore hanno segnato un punto di svolta per l’industria dell’Intelligenza Artificiale e la sicurezza nazionale statunitense. In una sequenza di eventi rapidissima, l’amministrazione di Donald Trump ha inserito l’azienda Anthropic in una lista nera, vietandone l’utilizzo in tutte le agenzie federali. Quasi in contemporanea, la rivale OpenAI ha annunciato uno storico accordo per integrare i propri modelli nelle reti classificate del neonato Dipartimento della Guerra (ex Pentagono).
La rottura con Anthropic
Lo scontro tra Washington e Anthropic, startup fondata dall’italo-americano Dario Amodei, si è consumato a causa dell’etica militare. L’azienda si è fermamente rifiutata di cedere alle pressioni governative che chiedevano di rimuovere i “guardrail” di sicurezza per consentire l’uso dell’IA nella sorveglianza di massa dei cittadini americani e nei sistemi d’arma letali completamente autonomi. In risposta a questo rifiuto, il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha designato Anthropic come “rischio per la catena di approvvigionamento” (supply-chain risk), un’etichetta storicamente riservata ad avversari stranieri. Poche ore dopo, il Presidente Trump ha ordinato a tutte le agenzie governative, inclusa la FEMA e la TSA, di cessare immediatamente l’uso della tecnologia Claude, accusando l’azienda di mettere a rischio la sicurezza nazionale. Anthropic ha risposto definendo la mossa una “intimidazione” legalmente infondata e ha promesso battaglia in tribunale.
L’inserimento di OpenAI
Mentre Anthropic veniva isolata dal mercato governativo, il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha capitalizzato l’opportunità. Altman ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il Dipartimento della Guerra che, sorprendentemente, include le stesse “linee rosse” etiche rivendicate da Anthropic: il divieto di sorveglianza interna e la garanzia della responsabilità umana per l’uso della forza. La differenza fondamentale risiede nell’approccio negoziale e tecnico: OpenAI manterrà il controllo sulle applicazioni implementando salvaguardie tecniche condivise, operando esclusivamente su reti cloud sicure e fornendo un team specializzato di ingegneri operativi (FDE) per supportare e monitorare i modelli dall’interno.
A coronare il trionfo strategico di OpenAI è arrivata, nella stessa giornata, la conferma di un colossale round di finanziamenti da 110 miliardi di dollari, che porta la valutazione dell’azienda alla cifra record di 730 miliardi. L’investimento maggiore, 50 miliardi di dollari, arriva da Amazon, che diventa così distributore esclusivo della piattaforma aziendale OpenAI Frontier e partner per lo sviluppo di nuovi ambienti operativi. Questo accordo segna un duro colpo per Anthropic, di cui Amazon era storicamente il principale mecenate.
Questi eventi sono molto importanti per comprendere come si ridisegnano gli equilibri di potere nella Silicon Valley: l’alleanza tra Big Tech e l’apparato militare statunitense si consolida, dimostrando che la corsa per il predominio nell’era dell’IA non si gioca più solo sui server, ma passa inevitabilmente per le stanze del potere di Washington.





