Ineffable Intelligence, un misterioso laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale fondato a Londra a fine 2025, ha chiuso il più grande round di finanziamento seed nella storia dell’Europa: 1,1 miliardi di dollari, portando la neonata azienda a una sbalorditiva valutazione post-money di 5,1 miliardi di dollari. Al centro di questa raccolta di capitali c’è un solo uomo, l’ex ricercatore di Google DeepMind David Silver, e un’ambizione che rasenta la fantascienza: creare una superintelligenza artificiale (ASI) capace di apprendere da zero, senza mai fare affidamento sui dati e sulla conoscenza generati dall’essere umano.
La concentrazione del capitale e i giganti in gioco
La portata di questa operazione ridefinisce le regole del venture capital, dimostrando come gli investitori siano oggi disposti a puntare somme astronomiche su team d’élite e paradigmi architetturali inediti per raggiungere la vera intelligenza artificiale generale. Il round è stato guidato congiuntamente da giganti della Silicon Valley del calibro di Sequoia Capital e Lightspeed Venture Partners. L’apporto del settore corporate è stato altrettanto decisivo: il braccio di venture capital di Nvidia ha iniettato almeno 250 milioni di dollari per assicurarsi una partnership strategica nel campo dell’hardware per simulazioni avanzate, affiancato da attori come Google, Index Ventures e DST Global.
Un segnale politico fortissimo è arrivato inoltre dal governo britannico, che ha partecipato attivamente al round con 20 milioni di dollari veicolati tramite il Sovereign AI Fund e la British Business Bank. Londra considera Ineffable un vero e proprio asset strategico, fondamentale per mantenere il Regno Unito alla frontiera tecnologica globale, arginando la fuga di talenti verso gli Stati Uniti e garantendo all’Europa un ruolo da assoluta protagonista nella corsa all’IA del futuro.

Chi è David Silver?
Ma perché il mercato ha staccato un assegno miliardario per una società priva di un prodotto commerciale, di ricavi e di una vera e propria roadmap pubblica? La risposta risiede nel curriculum impareggiabile del suo fondatore. Professore allo University College London (UCL) ed ex capo della divisione di apprendimento per rinforzo a Google DeepMind per oltre un decennio, Silver è la mente dietro ad alcune delle scoperte algoritmiche più rivoluzionarie del nostro secolo. Ha guidato in prima persona lo sviluppo di AlphaGo, il sistema che nel 2016 ha scioccato il mondo sconfiggendo il campione mondiale del millenario gioco da tavolo Go, per poi superarsi ulteriormente con AlphaZero, un programma capace di padroneggiare giochi complessi come gli scacchi “giocando contro se stesso” milioni di volte, partendo unicamente dalle regole di base e senza strategie umane preimpostate.
La scommessa del Super-Apprendista
L’architettura proposta da Ineffable Intelligence rappresenta una rottura radicale rispetto al consenso scientifico e commerciale attuale. I grandi dominatori del mercato odierno, come ChatGPT o Claude, sono basati sui cosiddetti Large Language Models (LLM). Questi modelli imparano fondamentalmente per “imitazione”, venendo addestrati su porzioni ciclopiche del testo disponibile su Internet. Tuttavia, un numero crescente di esperti teme che questo approccio sia ormai prossimo a schiantarsi contro un “muro dei dati”, poiché le macchine sono intrinsecamente limitate dalle conoscenze, dagli errori e dai pregiudizi presenti nei testi scritti dalla nostra specie.
Al contrario, la scommessa di Ineffable è incentrata sulla figura del “Superlearner” (super-apprendista). L’azienda sta costruendo un sistema di puro apprendimento per rinforzo (reinforcement learning). Questa IA non leggerà archivi testuali, ma verrà inserita all’interno di complessi ambienti simulati dove dovrà interagire, compiere innumerevoli errori e subire le conseguenze delle proprie azioni, imparando incessantemente dalla sola esperienza. “Immaginate una macchina che derivi le leggi della fisica dai principi primi”, hanno scritto in una nota congiunta i partner di Sequoia, sottolineando l’obiettivo di spingere la macchina a inventare nuove branche della matematica o a progettare materiali e cure mediche ad oggi del tutto estranee alla conoscenza e al vocabolario umano.

Le sfide in un mercato spietato
Ineffable Intelligence non è tuttavia l’unica realtà a muoversi in questa ardita direzione. Stiamo assistendo alla rapida formazione di un “triopolio” globale per la superintelligenza, guidato da ricercatori d’élite appena usciti dalle grandi Big Tech: oltre alla compagine di Silver, ci sono AMI Labs a Parigi (che ha recentemente raccolto 1,03 miliardi di dollari sotto l’egida di Yann LeCun) e Safe Superintelligence negli Stati Uniti (capitalizzata con ben 2 miliardi di dollari da Ilya Sutskever).
Le sfide che attendono Silver restano comunque imponenti. A differenza dei suoi diretti concorrenti, che sono partiti fin dal primo giorno con team ampi e già operativi, Silver risulta attualmente l’unico direttore registrato della società e dovrà affrontare l’arduo compito di assemblare da zero una squadra di ingegneri di primissimo livello, in un mercato del lavoro iper-competitivo. Inoltre, incombe il colossale enigma etico: se un’IA impara tutto da sola attraverso prove ed errori in un ambiente chiuso, senza essere mai esposta ai testi e all’empatia umana, come si potrà garantire che le sue azioni e i suoi obiettivi futuri siano “allineati” con la morale, la sicurezza e il benessere della nostra società?
L’investimento da 1,1 miliardi di dollari in Ineffable Intelligence va quindi ben oltre la mera cronaca finanziaria. È la dichiarazione d’intenti tecnologica più audace mai formulata dal mercato del venture capital europeo: l’imitazione umana, ormai, non basta più. Sulle sponde del Tamigi si è ufficialmente aperta la caccia al primo, vero contatto con una forma di intelligenza radicalmente nuova.







