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Il tweet da 500 milioni: sospetti di Insider Trading su petrolio e Polymarket prima dell’annuncio di Trump sull’Iran

Mar 27, 2026 | Finanza

C’è un confine sottile tra il fiuto per gli affari e la capacità previsionale, ma ciò che è accaduto sui mercati finanziari globali la mattina di lunedì 23 marzo 2026 sembra averlo superato. Pochi minuti prima che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump pubblicasse un messaggio che avrebbe fatto crollare i prezzi mondiali dell’energia, una serie di scommesse finanziarie colossali e chirurgicamente precise è stata piazzata da attori rimasti nell’ombra. Il tempismo perfetto di queste operazioni, che hanno fruttato decine, se non centinaia, di milioni di dollari di profitti in pochi secondi, ha scatenato un’ondata di indignazione politica e sollevato pesanti sospetti di insider trading ai massimi livelli dell’amministrazione americana.

La cronologia degli eventi lascia poco spazio all’immaginazione. Tra le 6:49 e le 6:50 del mattino (ora di New York), in un momento della giornata solitamente caratterizzato da scambi limitati e in assenza di dati macroeconomici rilevanti, i terminali finanziari hanno registrato un’anomalia. In soli sessanta secondi sono passati di mano circa 6.200 contratti futures legati al petrolio greggio Brent e West Texas Intermediate (WTI), per un valore nozionale stimato in 580 milioni di dollari. Nello stesso identico lasso di tempo, la piattaforma di tracciamento Unusual Whales ha rilevato acquisti massicci di futures sull’indice azionario S&P 500 per 1,5 miliardi di dollari, accompagnati dalla vendita di contratti petroliferi per ulteriori 192 milioni di dollari.

Quindici minuti esatti dopo questa attività speculativa, alle 7:04, il Presidente Trump ha utilizzato il suo social network Truth Social per annunciare che gli Stati Uniti e l’Iran avevano intrattenuto conversazioni “molto buone e produttive”. Trump ha dichiarato di aver ordinato al Pentagono di sospendere per cinque giorni gli attacchi pianificati contro le infrastrutture energetiche iraniane, lasciando intendere che una tregua nel devastante conflitto in Medio Oriente fosse imminente.

La reazione del mercato è stata istantanea: le quotazioni del greggio sono crollate fino al 14-15%, scivolando sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, mentre i mercati azionari sono schizzati al rialzo. Chiunque avesse assunto quelle posizioni ribassiste sul petrolio pochi minuti prima aveva appena realizzato un profitto esorbitante. Come ha notato un gestore di portafoglio con 25 anni di esperienza, si è trattato di un evento “assolutamente anormale” e qualcuno era “appena diventato immensamente più ricco”.

Ma l’epicentro di questo terremoto speculativo non si è limitato ai tradizionali circuiti di Wall Street. Sulla piattaforma crittografica Polymarket, il principale mercato predittivo decentralizzato, si è registrato un copione identico. Prima ancora del post di Trump, dieci nuovi account appena creati hanno iniettato rapidamente circa 160.000 dollari in scommesse su un imminente cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dopo l’annuncio presidenziale, i profitti non realizzati di questi dieci profili hanno superato i 300.000 dollari.

A spiccare è in particolare un utente nascosto dietro lo sfrontato pseudonimo “NOTHINGEVERFRICKINGHAPPENS”. Le indagini sulla blockchain hanno rivelato che questo stesso account aveva già guadagnato oltre 85.000 dollari tra fine febbraio e inizio marzo scommettendo, con precisione chirurgica, sull’esatto inizio dei bombardamenti americani contro l’Iran. Sfruttando quei profitti, l’utente ha poi scommesso oltre 23.000 dollari sulla pace proprio a ridosso del messaggio di Trump.

La gravità della situazione è esplosa politicamente poche ore dopo, quando il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha smentito categoricamente l’esistenza di negoziati, definendo le parole di Trump “fake news” diffuse ad arte per “manipolare i mercati finanziari e petroliferi”. Le quotazioni del petrolio sono tornate a salire, ma i trader anonimi avevano probabilmente già incassato le loro vincite multimilionarie.

Le accuse contro l’amministrazione non si sono fatte attendere. Il premio Nobel per l’economia Paul Krugman si è spinto a evocare il reato di “tradimento”, sostenendo che la spiegazione più ovvia fosse che qualcuno molto vicino a Trump avesse sfruttato informazioni di intelligence militare top-secret per arricchirsi alle spalle del mercato. Sulla stessa lunghezza d’onda il Senatore democratico Chris Murphy, che commentando l’anomala scommessa da 1,5 miliardi di dollari sull’S&P 500 ha parlato di una “corruzione allucinante”.

La Casa Bianca ha respinto con veemenza le accuse, con il portavoce Kush Desai che ha definito le insinuazioni “infondate e irresponsabili”, ribadendo la tolleranza zero verso l’uso illecito di informazioni riservate. Tuttavia, a gettare ulteriori ombre c’è la fitta rete di interessi che lega la famiglia presidenziale alle piattaforme predittive sotto accusa. Donald Trump Jr., il figlio maggiore del Presidente, risulta infatti essere un investitore in Polymarket e un consulente strategico per la piattaforma rivale Kalshi.

Mentre la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e la Securities and Exchange Commission (SEC) tentano formalmente di coordinarsi firmando nuovi memorandum operativi , l’attuale presidente della CFTC, Michael S. Selig, ha pubblicamente preso le difese di piattaforme come Kalshi e Polymarket, opponendosi ai tentativi dei singoli Stati di vietarle in quanto assimilabili al gioco d’azzardo.

Di fronte a questa paralisi normativa, i legislatori democratici hanno introdotto in extremis il “BETS OFF Act”, una proposta di legge volta a vietare esplicitamente le scommesse finanziarie su operazioni governative sensibili, atti di terrorismo e guerre. Il promotore della legge, il rappresentante Greg Casar, ha riassunto il dramma istituzionale in corso dichiarando che “non dovremmo vivere in un Paese in cui qualcuno seduto nella Situation Room prende decisioni sulla guerra e sulla pace, sulla vita e sulla morte, ma quelle decisioni potrebbero essere guidate dal fatto che hanno centinaia di migliaia di dollari in gioco”. Fino a quando non verrà fatta chiarezza su chi abbia premuto il pulsante di vendita lunedì mattina, il sospetto che la geopolitica globale sia diventata il tavolo da poker privato di pochi privilegiati rimarrà inestinguibile.

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