Mentre il CEO Andy Jassy invoca lo spirito di una “startup” per innovare più velocemente, i dati rivelano che la scure dei licenziamenti si è abbattuta proprio su chi l’innovazione la crea: gli ingegneri del software.
Seattle – Nel mondo della tecnologia, poche mosse hanno suscitato perplessità quanto la recente ristrutturazione di Amazon. Il gigante dell’e-commerce ha avviato il taglio di circa 14.000 ruoli aziendali, ma è un dettaglio specifico emerso dai documenti governativi (WARN) a scatenare il dibattito: oltre 1.800 ingegneri sono stati licenziati nei soli hub tecnologici di Washington, New York e California.
La decisione appare in netto contrasto con la direttiva strategica lanciata dal CEO Andy Jassy: “innovare più velocemente”. Come può un’azienda accelerare lo sviluppo tecnologico eliminando quasi duemila dei suoi migliori tecnici? La risposta risiede in una scommessa rischiosa tra la lotta alla burocrazia e l’ascesa dell’Intelligenza Artificiale.

La Crociata contro le “Pre-riunioni”
Ufficialmente, la narrazione di Amazon è incentrata sulla cultura aziendale. Jassy ha giustificato i tagli sostenendo che l’azienda, cresciuta a dismisura durante la pandemia, è diventata sclerotica. In un memo interno, il CEO ha lamentato l’esistenza di “pre-riunioni per le pre-riunioni delle riunioni decisionali”, dipingendo un quadro di un’organizzazione soffocata dai livelli manageriali che rallentano l’agilità.
L’obiettivo dichiarato è tornare a operare come “la più grande startup del mondo”, eliminando i livelli intermedi per velocizzare le decisioni. Tuttavia, l’analisi dei licenziamenti racconta una storia diversa: i tagli non hanno colpito solo i manager, ma hanno decapitato una fascia critica della forza lavoro operativa.
Il Target: Perché gli SDE II?
I dati rivelano che i più colpiti non sono stati i dirigenti, ma i Software Development Engineer II (SDE II). Questi non sono junior alle prime armi, né manager distaccati dal codice: sono i “motori” dell’azienda, professionisti di livello intermedio che scrivono fisicamente il software e costano all’azienda tra i 200.000 e i 300.000 dollari l’anno.
Gli analisti suggeriscono che Amazon stia effettuando un calcolo brutale: sostituire il “coding” umano con l’automazione. La mossa coincide con il lancio di strumenti interni come Kiro, un ambiente di sviluppo basato sull’IA capace di risolvere bug complessi e generare codice autonomamente. Matt Garman, CEO di AWS, ha recentemente dichiarato che in futuro “scrivere codice sarà la parte meno rilevante del lavoro di uno sviluppatore”.
Innovazione o Finanza?
La controversia nasce dallo scollamento tra le parole e i fatti. Mentre ai dipendenti si parla di agilità, agli investitori si mostrano i muscoli finanziari. Amazon ha aumentato le previsioni di spesa in conto capitale a 125 miliardi di dollari per il 2025, denaro destinato quasi interamente a data center e infrastrutture per l’IA.
In pratica, l’azienda sta spostando risorse dagli stipendi degli esseri umani (OPEX) all’acquisto di GPU e chip (CAPEX). Per la comunità tecnica, questo è un tradimento del principio fondamentale dell’ingegneria: l’innovazione richiede capacità umana. Licenziare chi costruisce il prodotto per finanziare l’IA che dovrebbe aiutarli è visto da molti come un sabotaggio della qualità a lungo termine in nome del profitto a breve termine.
Se la scommessa di Jassy funzionerà, Amazon diventerà un colosso snello e automatizzato. Se fallirà, l’azienda potrebbe aver appena sacrificato la sua memoria istituzionale e la sua capacità di esecuzione sull’altare dell’efficienza finanziaria.





