Un giudice federale ha inflitto un duro colpo all’amministrazione Trump, bloccando i mandati di comparizione emessi dal Dipartimento di Giustizia contro il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. In una decisione di 27 pagine desecretata venerdì, il giudice distrettuale James Boasberg ha stabilito che l’indagine penale non era mossa da legittimi sospetti di reato, ma rappresentava un pretesto politico per costringere Powell a tagliare i tassi di interesse o a rassegnare le dimissioni.
Le motivazioni dell’assoluzione
“Il governo ha prodotto essenzialmente zero prove per sospettare il presidente Powell di un crimine”, ha scritto il giudice Boasberg, sottolineando come le giustificazioni dell’accusa fossero “sottili e non circostanziate”. Secondo la sentenza, esiste invece una “montagna di prove” che dimostra come l’unico scopo dei mandati fosse quello di molestare e fare pressione sul capo della banca centrale affinché si piegasse al volere del Presidente o facesse spazio a un successore più accondiscendente.
L’inchiesta, guidata dal procuratore degli Stati Uniti Jeanine Pirro, nota alleata di Trump, si concentrava formalmente sulla testimonianza resa da Powell al Senato nel giugno del 2025. I procuratori ipotizzavano che Powell avesse mentito sui costi di ristrutturazione della sede centrale della Fed, lievitati a 2,5 miliardi di dollari, negando sotto giuramento l’installazione di comfort di lusso come “giardini pensili” o “alveari”.
Il dissenso interno al caso
La reazione del Dipartimento di Giustizia alla sentenza è stata furiosa. In una turbolenta conferenza stampa, Pirro ha definito Boasberg un “giudice attivista” e ha promesso di ricorrere in appello. Il procuratore ha accusato il tribunale di aver “castrato” la capacità del grand jury di indagare, lamentando che la sentenza lascia di fatto Powell “inondato di immunità”.
Tuttavia, la decisione di Boasberg rafforza enormemente l’indipendenza della Federal Reserve e ha innescato reazioni immediate a Capitol Hill. Il senatore repubblicano Thom Tillis ha elogiato la sentenza, definendo l’inchiesta penale un “fallito attacco all’indipendenza della Fed” tanto debole quanto frivolo. Tillis ha inoltre avvertito che l’ostinazione del Dipartimento di Giustizia non farà altro che prolungare il suo blocco al Senato contro la conferma di Kevin Warsh, il candidato nominato da Trump per succedere a Powell il prossimo maggio.





