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Giappone: Takaichi trionfa con la supermaggioranza, il Nikkei vola oltre i 57.000 punti

Feb 9, 2026 | Geo/Politica

L’azzardo politico di Sanae Takaichi ha pagato. Le elezioni anticipate di domenica hanno consegnato alla prima donna premier del Giappone un mandato storico, innescando un’euforia finanziaria che ha riscritto i record della Borsa di Tokyo. Lunedì mattina i mercati hanno risposto con un “sì” deciso alla stabilità politica e alla promessa di stimoli fiscali aggressivi.

Il “Takaichi trade” infiamma i listini

L’indice Nikkei 225 ha vissuto una seduta memorabile, chiudendo in rialzo del 4,44% a quota 56.663,85, dopo aver sfondato nel corso della giornata la barriera psicologica dei 57.000 punti per la prima volta nella storia. Non si è trattato di un rialzo generico, ma di un acquisto mirato sui settori chiave della “Sanaenomics”:

  • Difesa: I titoli del complesso militare-industriale sono esplosi. Kawasaki Heavy Industries ha guadagnato oltre il 15%, mentre Mitsubishi Heavy Industries ha registrato rialzi a doppia cifra, galvanizzate dalla promessa di Takaichi di portare la spesa militare al 2% del PIL in anticipo sui tempi.
  • Tecnologia: Il gigante dei test per semiconduttori Advantest è balzato dell’11,5%, trainato dalle aspettative di massicci sussidi statali per la sicurezza economica e l’AI.

Sul fronte valutario, lo Yen ha mostrato estrema volatilità, toccando quota 157,76 sul dollaro prima di ritracciare, segnalando il nervosismo degli investitori per il potenziale impatto inflazionistico delle politiche fiscali espansive promesse dalla premier.

Un dominio politico assoluto

I numeri delle urne non lasciano spazio a interpretazioni. Il Partito Liberal Democratico (LDP) ha conquistato 316 seggi alla Camera Bassa, il miglior risultato dal 1986. Insieme al partner di coalizione, il Japan Innovation Party (JIP), il governo controlla ora 352 seggi: una “supermaggioranza” dei due terzi che permette di approvare leggi scavalcando l’eventuale veto della Camera Alta. Il trionfo conservatore ha provocato un terremoto nell’opposizione: i leader della Centrist Reform Alliance (CRA), Yoshihiko Noda e Tetsuo Saito, hanno rassegnato le dimissioni dopo aver visto i loro seggi crollare a quota 49, definendo la sconfitta “una responsabilità degna di 10.000 morti”.

La geopolitica: tra Washington e Pechino

La vittoria di Takaichi ridisegna anche gli equilibri internazionali. Mentre il Presidente USA Donald Trump ha celebrato la vittoria dell’alleata definendola “audace e saggia” , le relazioni con la Cina si avviano verso una fase glaciale. Pechino, irritata dalle dichiarazioni della Takaichi sulla difesa di Taiwan, ha già risposto con ritorsioni economiche, bloccando l’import di prodotti ittici e limitando l’export di terre rare vitali per l’industria tech giapponese.

Conclusioni

Il Giappone di oggi non è più il Paese del consenso felpato e della stagnazione. Con una leadership forte, un riarmo accelerato e una Borsa ai massimi storici, Tokyo scommette tutto sulla crescita e sulla deterrenza. Resta l’incognita del debito pubblico: i rendimenti dei titoli di stato decennali sono saliti al 2,28%, un avvertimento che il mercato invia alla “Lady di Ferro” giapponese: l’euforia ha un prezzo.

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