In netto contrasto con le tendenze al ribasso del mercato globale, il Cavallino Rampante fissa un prezzo record per la sua prima vettura completamente elettrica. Con la presentazione ufficiale attesa per il 25 maggio a Roma , Ferrari non vende solo un’auto a batteria, ma ridefinisce l’apice del lusso automobilistico.
L’industria automobilistica sta attraversando un “inverno dei veicoli elettrici”. Colossi come Ford stanno cancellando la produzione di modelli cruciali per arginare le perdite , mentre il mercato globale è attraversato da una feroce guerra dei prezzi che erode i margini di profitto nel disperato tentativo di stimolare una domanda stagnante. In questo scenario turbolento, l’approccio di Ferrari si distingue.
Secondo fonti finanziarie autorevoli confermate da Bloomberg News, la prima vettura a zero emissioni prodotta a Maranello, ufficialmente battezzata “Luce”, sarà lanciata sul mercato con un prezzo preliminare di partenza di circa 550.000 euro (approssimativamente 647.000 dollari). Si tratta di una cifra che frantuma ogni precedente record per i veicoli di questa categoria, superando di ben 100.000 euro anche il listino base del possente SUV endotermico Purosangue. La strategia è chiara: l’elettrificazione non deve essere una rincorsa al ribasso, ma un’ulteriore leva per esaltare l’esclusività.

Un’ammiraglia a elettroni
Sotto la carrozzeria, le cui forme spaziano fluidamente tra un assetto ribassato e una shooting brake, la Ferrari Luce promette prestazioni balistiche. Le informazioni diffuse durante il Capital Markets Day e i recenti report aziendali delineano una vettura a quattro porte spinta da un’architettura a quattro motori indipendenti, uno per ruota, capaci di scaricare a terra una potenza complessiva di oltre 1.000 cavalli vapore.
Alimentata da un pacco batterie da 122 kWh e supportata da un’architettura a 800 Volt per garantire ricariche fulminee (fino all’80% in soli 15 minuti), la Luce brucerà lo scatto da 0 a 100 km/h in appena 2,5 secondi, raggiungendo una velocità massima limitata a 310 km/h. L’avvio della produzione di serie è programmato per la fine del 2026, con le prime consegne previste per i mesi iniziali del 2027.
Ma la caratteristica più dirompente della Luce non risiede nella pura accelerazione lineare, bensì nella sua interfaccia umana. Per respingere la tendenza dominante dell’industria che sta trasformando gli abitacoli in anonimi tablet su ruote, Ferrari ha ingaggiato Sir Jony Ive, il celebre ex capo del design di Apple, e il suo collettivo LoveFrom.
Il risultato è un ambiente interno definito “tactile-first”. Al centro della plancia domina il “Multigraph”, uno strumento ibrido e sofisticato che combina vere lancette meccaniche a un display digitale, capace di trasformarsi in un cronometro ad altissima visibilità durante le accelerazioni estreme. Anche l’accensione del motore diventa un rito: la chiave viene inserita (“docked”) in un apposito alloggiamento sulla consolle centrale, innescando una sequenza di illuminazione in iconico Giallo Modena che si irradia lungo la cabina, segnalando l’attivazione del sistema ad alto voltaggio. Niente menù digitali infiniti per le funzioni primarie: la climatizzazione e i controlli essenziali sono gestiti tramite robusti e precisi interruttori fisici lavorati a controllo numerico.
L’E-building e le proiezioni al 2030
L’ecosistema produttivo che darà i natali alla Luce è altrettanto ingegnoso. Inaugurato di recente alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il nuovo “e-building” di Maranello è una struttura all’avanguardia da 42.500 metri quadrati, concepita all’insegna dell’efficienza. Sul tetto dell’impianto, gestito da una forza lavoro specializzata di oltre 300 unità, svettano più di 3.000 pannelli solari capaci di generare 1,3 MW di potenza energetica.

Tuttavia, l’e-building non rappresenta una scommessa “tutto sull’elettrico”. Ferrari ha pragmaticamente ridimensionato le sue proiezioni green: entro la fine del decennio (2030), l’azienda stima che il 40% delle sue vendite deriverà ancora da motori puramente endotermici, un altro 40% da veicoli ibridi e solo il 20% da modelli 100% elettrici. La transizione ecologica del marchio è, di fatto, finanziata dalle eccezionali vendite dei nuovi modelli termici. Basti pensare alle recentissime Ferrari Amalfi e Amalfi Spider, gioielli a combustione dotati di un V8 biturbo da 640 cavalli capace di far frullare le proprie turbine all’incredibile regime di 171.000 giri al minuto.
La Reazione di Wall Street
Come ha reagito l’alta finanza a questa spinta tecnologica che non rinnega il petrolio? Con una fisiologica volatilità di breve periodo compensata da un solido ottimismo strutturale. In seguito all’annuncio del prezzo della Luce e al riallineamento dei target per il 2030, il 21 aprile 2026 il titolo azionario RACE ha registrato un calo tecnico del 3,9%, scivolando a quota 358,50 dollari per azione.
Nonostante la lieve flessione, gli indicatori di base del Cavallino restano inossidabili. Analisti indipendenti stimano che al prezzo attuale il titolo azionario sia ampiamente sottovalutato, vantando un valore intrinseco (GF Value) prossimo ai 497 dollari, offrendo di fatto un rassicurante margine di sicurezza per gli investitori. Anche i grandi pesi massimi di Wall Street confermano un cauto entusiasmo: colossi del calibro di Morgan Stanley continuano a mantenere Ferrari in cima alle loro preferenze azionarie legate all’EV. Gli analisti sottolineano come la liquidità illimitata dell’azienda e il suo straordinario potere di “pricing” garantiscano un vantaggio inavvicinabile rispetto alla stragrande maggioranza della concorrenza.
La Ferrari Luce dimostra inequivocabilmente che a Maranello l’auto elettrica non viene vissuta come un mero adeguamento normativo per compiacere i legislatori europei. Fissando un prezzo d’ingresso inarrivabile e puntando su una maniacale ricercatezza tattile e artigianale, Ferrari elude completamente i classici confronti di mercato.
Modelli rivali come la Lucid Air Sapphire possono battere l’imminente vettura italiana in fredde metriche di efficienza, accelerazione assoluta o aerodinamica costando il 61% in meno. Eppure, pur rasentando la perfezione tecnica, non possiedono ciò che rende un’auto di Maranello un bene rifugio immortale: il blasone elitario e la storia del Cavallino Rampante. Il 25 maggio, sotto il cielo di Roma, Ferrari si prepara a dare il via alla sfida più silenziosa della sua inimitabile storia industriale.







