Enel spinge sull’acceleratore della transizione energetica e premia gli azionisti. Il nuovo Piano Strategico 2026-2028, presentato dall’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo e dal CFO Stefano De Angelis, delinea una strategia di crescita marcatamente espansiva: 53 miliardi di euro di investimenti lordi previsti, ben 10 miliardi in più rispetto al piano precedente. La reazione dei mercati non si è fatta attendere, con il titolo che in avvio di contrattazioni ha registrato un balzo a Piazza Affari superiore al 5%.
Dove andranno i fondi: spinta su Europa e Stati Uniti
La strategia del colosso energetico si concentra sui mercati considerati più dinamici e dal quadro regolatorio stabile, privilegiando fortemente le geografie occidentali. Le risorse saranno quasi equamente divise in due macro-aree. Da un lato, oltre 26 miliardi di euro saranno destinati alle reti elettriche, vero pilastro infrastrutturale, con circa il 55% dei fondi focalizzati sull’Italia, oltre il 20% in Iberia e quasi il 25% in America Latina.
Dall’altro lato, un’incredibile accelerazione interesserà le energie rinnovabili: il gruppo vi dedicherà circa 20 miliardi di euro, segnando un incremento di 8 miliardi rispetto al triennio precedente. L’obiettivo è aggiungere 15 GW di nuova capacità verde, concentrando gli sforzi principalmente tra Europa e Nord America.
L’opportunità dei Data Center e dell’Intelligenza Artificiale
Tra i driver di creazione di valore più innovativi del piano spicca l’ingresso strategico nel settore infrastrutturale dei Data Center, un ecosistema oggi trainato dall’enorme fame di calcolo dell’Intelligenza Artificiale. In questo comparto, Enel sfrutterà il proprio vantaggio competitivo di operatore energetico integrato: l’azienda ha già identificato otto siti industriali di sua proprietà da mettere a disposizione dei colossi tech, offrendo loro non solo i terreni, ma anche una connessione immediata alla rete e forniture di energia pulita a lungo termine tramite contratti PPA (Power Purchase Agreement).
Dividendi in crescita e buyback da 1 miliardo
L’aggressiva espansione industriale è accompagnata da una robusta politica di remunerazione per gli azionisti. La società stima che l’utile netto ordinario per azione (EPS) salirà costantemente, passando dai circa 0,69 euro attesi nel 2025 fino a raggiungere una forchetta compresa tra 0,80 e 0,82 euro per azione nel 2028.
Questa solida traiettoria di redditività sosterrà un dividendo in crescita media annua del 6% nell’arco del triennio, partendo da una cedola base di 0,49 euro nel 2025. A rafforzare la fiducia degli investitori contribuisce inoltre il lancio immediato di un programma di riacquisto di azioni proprie (buyback) del valore di 1 miliardo di euro, da completarsi entro fine luglio.
Per sostenere questo slancio, il management ha chiarito che l’indebitamento finanziario netto salirà fisiologicamente a circa tre volte il margine operativo lordo, contro il multiplo di 2,5 della fine dell’anno precedente. Una leva finanziaria calcolata, resa possibile, secondo l’AD Cattaneo, dalle azioni di razionalizzazione dell’ultimo triennio che hanno garantito a Enel “la flessibilità finanziaria per investire nei mercati più dinamici in termini di domanda elettrica”.





