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Dazi illegali, scatta il rimborso: il tribunale Usa ordina al governo di restituire fino a 175 miliardi di dollari alle aziende

Mar 5, 2026 | Geo/Politica

Un giudice federale di New York ha inferto un nuovo durissimo colpo alla politica commerciale dell’amministrazione Trump: il governo degli Stati Uniti dovrà rimborsare, con gli interessi, i miliardi di dollari incassati attraverso i dazi doganali dichiarati incostituzionali il mese scorso.

Con un’ordinanza emessa mercoledì 4 marzo 2026, il giudice Richard Eaton della U.S. Court of International Trade (CIT) ha intimato alla U.S. Customs and Border Protection (CBP) di avviare le procedure di rimborso per tutte le aziende importatrici. La decisione fa seguito alla storica sentenza del 20 febbraio con cui la Corte Suprema ha stabilito che l’esecutivo aveva abusato dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977 per imporre tariffe punitive a livello globale, ricordando che il potere di tassazione spetta esclusivamente al Congresso e non al Presidente.

“Tutti gli importatori registrati hanno il diritto di beneficiare della decisione della Corte Suprema”, ha scritto il giudice Eaton. Respingendo le obiezioni del governo sulle difficoltà tecniche di una restituzione di massa, Eaton ha dichiarato in udienza che “la dogana sa come farlo” e che i sistemi informatici dell’agenzia dovrebbero essere riprogrammati per gestire i pagamenti in modo fluido.

Un conto salatissimo per le casse pubbliche

La posta in gioco finanziaria è altissima. Fino a fine 2025, il governo aveva raccolto circa 134 miliardi di dollari tramite queste tariffe, ma secondo le stime il conto finale dei rimborsi potrebbe lievitare fino a 175 miliardi. A questa cifra vanno aggiunti i pesantissimi interessi legali: secondo il Cato Institute, ogni mese di ritardo nelle restituzioni costa ai contribuenti americani ben 700 milioni di dollari, pari a circa 23 milioni al giorno.

L’ordinanza del giudice rappresenta anche una sconfitta procedurale per l’amministrazione in carica. Solo pochi giorni fa, una corte d’appello federale aveva respinto la richiesta urgente del Dipartimento di Giustizia di bloccare la procedura di rimborso per 90 giorni. La decisione del tribunale commerciale è stata accolta con entusiasmo dalle associazioni di categoria, come la National Retail Federation e la U.S. Chamber of Commerce, che hanno sollecitato un processo senza intoppi per restituire liquidità vitale alle imprese, in particolare a quelle più piccole.

Tuttavia, la guerra commerciale globale è tutt’altro che conclusa. Nelle ore immediatamente successive alla bocciatura dell’IEEPA da parte della Corte Suprema, la Casa Bianca è corsa ai ripari attivando la Sezione 122 del Trade Act del 1974. Sfruttando questa diversa autorità legale, il governo ha immediatamente imposto un nuovo dazio globale d’emergenza del 10% (poi alzato al 15%), che rimarrà in vigore per un limite massimo di 150 giorni in attesa di elaborare nuove misure permanenti.

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