24 Novembre 2025 – Il “dividendo del protezionismo” sembra essere giunto al termine per i produttori di chip cinesi. Nella seduta odierna, i titoli dei semiconduttori quotati a Hong Kong e Shanghai hanno subito perdite massicce, scossi dalla notizia che l’amministrazione Trump sta valutando di riaprire le porte al gigante americano Nvidia per la vendita dei suoi chip H200 in Cina.
La reazione dei mercati è stata brutale e immediata. Semiconductor Manufacturing International Corp (SMIC), la più grande fonderia di chip della Cina e pilastro dell’autosufficienza nazionale, ha visto le sue azioni crollare fino al 7,4% a Hong Kong. Cambricon Technologies, il principale sviluppatore cinese di chip per l’intelligenza artificiale e diretto concorrente di Nvidia, ha registrato perdite superiori al 5%. Anche Hua Hong Semiconductor ha lasciato sul terreno quasi il 6%.
La Fine del mercato protetto
Per anni, le restrizioni statunitensi all’export avevano creato involontariamente un mercato protetto per le aziende cinesi. Senza l’accesso ai potenti chip H100 e H200 di Nvidia, i giganti tecnologici come Alibaba, Tencent e Baidu erano stati costretti a rivolgersi ai fornitori locali, gonfiando le valutazioni di aziende come SMIC e Huawei.
La notizia, emersa nel fine settimana e discussa nell’ambito della “Dichiarazione di Busan”,una tregua commerciale tra il Presidente Donald Trump e Xi Jinping, minaccia di invertire questa dinamica. Secondo fonti accreditate, gli USA starebbero considerando la concessione di licenze per l’export dei chip H200 in cambio della sospensione cinese dei controlli sull’export di terre rare strategiche.
Se l’H200, stimato essere due volte più potente del modello H20 attualmente permesso, dovesse tornare sul mercato cinese, il vantaggio competitivo dei chip domestici (come la serie Ascend di Huawei) verrebbe drasticamente ridimensionato. Gli investitori temono che i clienti cinesi abbandonerebbero immediatamente le soluzioni locali, più costose e difficili da produrre, per tornare all’ecosistema Nvidia.

Il Paradosso dei Giganti Tech
Curiosamente, anche i potenziali beneficiari di questa apertura — i giganti cinesi di internet — hanno chiuso in rosso. Baidu è scesa del 7,3% e Alibaba del 5%. Sebbene l’accesso agli H200 sarebbe una manna per lo sviluppo delle loro IA, il settore è stato trascinato al ribasso da una più ampia vendita globale sui titoli tecnologici e dai timori che la “bolla dell’IA” stia scoppiando.
Conseguenze: Tra Mercato e Sicurezza Nazionale
Le conseguenze sul mercato interno cinese si prospettano complesse. Da un lato, il ritorno di Nvidia offrirebbe alle aziende cinesi la potenza di calcolo necessaria per competere con OpenAI e Google. Dall’altro, Pechino vede questo come una “trappola”.
Report indicano che le autorità cinesi hanno già emesso una “window guidance” (direttive informali) esortando le aziende domestiche a non acquistare i chip H20 e H200 anche se disponibili, citando rischi per la sicurezza nazionale e la possibilità di “backdoor” hardware controllati dagli USA.
La strategia americana, definita da alcuni analisti come un tentativo di rendere la Cina nuovamente “dipendente” dalla tecnologia USA , si scontra ora con l’imperativo di sicurezza di Xi Jinping. La guerra dei chip non è finita; è semplicemente entrata in una nuova fase, dove l’apertura commerciale viene usata come un’arma tattica per soffocare la nascente industria dei semiconduttori cinese.





