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Credito privato sotto pressione: BlackRock blocca i prelievi tra crisi geopolitiche e spettro stagflazione

Mar 9, 2026 | Finanza

Il mercato del credito privato globale, un’industria in rapida ascesa valutata circa 2.000 miliardi di dollari, sta affrontando il suo primo e più severo stress test sistemico. Nei giorni scorsi, il colosso della gestione patrimoniale BlackRock ha innescato un’ondata di panico a Wall Street annunciando la decisione di limitare drasticamente i prelievi dal suo fondo di punta, scatenando un crollo delle proprie azioni di oltre il 7% e trascinando al ribasso l’intero comparto finanziario alternativo.

L’Illusione della liquidità e la scelta di BlackRock

Nel primo trimestre del 2026, l’HPS Corporate Lending Fund (HLEND) di BlackRock, un veicolo da 26 miliardi di dollari, è stato travolto da richieste di rimborso per 1,2 miliardi di dollari, una cifra pari al 9,3% del suo valore patrimoniale netto. Applicando rigorosamente le clausole di salvaguardia contrattuali, la dirigenza ha approvato erogazioni per soli 620 milioni di dollari, raggiungendo il tetto massimo trimestrale del 5% e congelando di fatto le restanti richieste di uscita.

Questa decisione ha messo a nudo i fondi semi-liquidi destinati al mercato retail: uno squilibrio strutturale tra la promessa di finestre di prelievo a breve termine e la natura intrinsecamente illiquida dei prestiti aziendali a lungo termine che compongono i portafogli. Di fronte a questa problematica, la concorrenza ha reagito in ordine sparso. Blackstone ha scelto di alzare il proprio limite di rimborso al 7%, supportandolo con un’iniezione di 400 milioni di dollari di capitale interno e dei propri dirigenti per soddisfare i clienti, mentre Blue Owl è stata costretta a modificare il proprio piano di rimborsi vendendo asset in blocco.

Svalutazioni improvvise e rischi in Europa

A spaventare gli investitori, oltre al congelamento dei fondi, è il rapido deterioramento della qualità del credito stesso. I timori sono stati esacerbati dalla recente mossa di BlackRock TCP Capital Corp., che ha azzerato improvvisamente il valore di un prestito da 25 milioni di dollari concesso a Infinite Commerce Holdings, un’azienda che solo tre mesi prima era iscritta a bilancio al 100% del suo valore nominale. Questo crac ha alimentato forti preoccupazioni sull’opacità e sui ritardi nei modelli di valutazione dei prestiti privati.

La crisi non si ferma però oltreoceano. Nel Regno Unito è scoppiato il caso di Market Financial Solutions (MFS), un prestatore ombra londinese specializzato nel settore immobiliare, crollato a causa di gravi irregolarità legate al doppio utilizzo degli stessi immobili come garanzia per più prestiti. Il fallimento di MFS ha colpito il sistema bancario tradizionale, esponendo Barclays a potenziali perdite stimate fino a 600 milioni di sterline (circa 809 milioni di dollari) e spingendo la Bank of England ad avviare indagini urgenti sul livello di due diligence delle banche.

Guerra, Petrolio e lo spettro della stagflazione

Le fragilità del mercato del credito si stanno scontrando frontalmente con un quadro macroeconomico in netto peggioramento. Gli Stati Uniti hanno appena registrato una inattesa perdita di oltre 92.000 posti di lavoro in un mese, ribaltando clamorosamente le previsioni che stimavano un aumento di 60.000 unità.

Il vero colpo di grazia alla fiducia dei mercati è arrivato dallo shock geopolitico in Medio Oriente. L’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha di fatto paralizzato lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale del commercio energetico globale, riducendo il transito delle petroliere al 10% della capacità normale. L’impatto sui mercati è stato immediato, spingendo il greggio Brent a sfiorare i 120 dollari al barile.

Questo scenario riaccende concretamente il rischio di una grave stagflazione: crescita economica stagnante e prezzi in salita. Con un’inflazione energetica fuori controllo, le banche centrali non potranno tagliare i tassi di interesse, condannando molte aziende sovraindebitate a costi insostenibili per il servizio del debito a tasso variabile. Per gli investitori retail, ciò che sta succedendo in queste settimane è la prova che il ricco rendimento offerto dal private credit paga svela i propri rischi nel momento in cui manca liquidità.

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