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Corsa all’IA: Anthropic valutata 800 miliardi tra ricavi record e scontri con il Pentagono

Apr 15, 2026 | Aziende

L’industria dell’intelligenza artificiale ha appena registrato un nuovo, clamoroso scossone. Anthropic, la startup californiana fondata dai fratelli Dario e Daniela Amodei e celebre per lo sviluppo del modello linguistico Claude, è stata inondata di offerte non sollecitate da parte di una moltitudine di società di venture capital. Queste proposte sono pronte a finanziare l’azienda sulla base di una valutazione stratosferica: fino a 800 miliardi di dollari. Si tratta di una metrica che fa impallidire i 380 miliardi di dollari fissati appena due mesi fa, a febbraio, durante un round di finanziamento di Serie G guidato da GIC e Coatue. Questo balzo vertiginoso proietta l’azienda in un testa a testa diretto con il suo storico rivale, OpenAI, recentemente valutato 852 miliardi.

Tuttavia, diversamente da quanto accade di solito nella frenetica Silicon Valley, i vertici di Anthropic stanno attualmente respingendo queste avance miliardarie. Fonti finanziarie rivelano che l’azienda preferisce preservare le proprie quote in vista di un’imminente e attesissima Offerta Pubblica Iniziale (IPO), che potrebbe avvenire già nell’ottobre del 2026 con un obiettivo di raccolta fondi superiore a 60 miliardi di dollari, rendendola potenzialmente una delle più grandi quotazioni della storia.

I numeri di Anthropic

Cosa giustifica un simile balzo nella valutazione agli occhi degli investitori? I dati finanziari parlano da soli. Il fatturato annualizzato (run-rate) di Anthropic ha superato la soglia dei 30 miliardi di dollari ad aprile 2026, segnando un incremento sbalorditivo rispetto ai 9 miliardi registrati alla fine del 2025. Questa accelerazione è spinta da una domanda insaziabile da parte del settore aziendale (B2B). Anthropic ha conquistato il 32% del mercato delle API per i grandi modelli linguistici, sbaragliando la concorrenza con strumenti di programmazione come Claude Code e assicurandosi contratti con ben otto delle prime dieci aziende della lista Fortune 10.

Questo travolgente successo commerciale ha scatenato una vera e propria “guerra dei bilanci” con OpenAI, il cui fatturato si attesta intorno ai 25 miliardi di dollari. In un memorandum strategico interno trapelato alla stampa, la Chief Revenue Officer di OpenAI ha accusato Anthropic di gonfiare i propri ricavi di 8 miliardi di dollari. La discrepanza risiede interamente nella contabilità: Anthropic utilizza un approccio lordo (gross accounting) registrando l’intero incasso delle vendite effettuate tramite partner cloud come Amazon Web Services, mentre OpenAI registra solo i ricavi netti decurtati della percentuale trattenuta dal suo alleato Microsoft. Nonostante le accuse incrociate, gli esperti finanziari confermano che entrambe le pratiche rispettano pienamente i rigorosi standard contabili americani.

Mythos: L’arma a doppio taglio

Le prospettive finanziarie sono solo una parte dell’equazione. La vera scintilla che ha infiammato i mercati è stata la recente presentazione a porte chiuse di “Claude Mythos”, un’architettura IA rivoluzionaria. Confermato pubblicamente dopo una fuga di notizie, Mythos è il primo modello di intelligenza artificiale ad abbattere l’incredibile barriera dei 10.000 miliardi di parametri.

Definito da alcuni analisti come una scoperta paragonabile alla “bomba atomica” nel settore tecnologico, Mythos ha dimostrato capacità algoritmiche sovrumane. Nei test di sicurezza ha identificato e sfruttato vulnerabilità informatiche zero-day sconosciute in ogni principale sistema operativo e browser, scovando autonomamente bug latenti da quasi trent’anni in sistemi ultra-blindati come OpenBSD e falle decennali in software universali come FFmpeg.

Consapevole del potere distruttivo di questo strumento se cadesse in mani ostili, Anthropic si è categoricamente rifiutata di rilasciarlo al grande pubblico. In alternativa, ha fondato il “Project Glasswing”, un consorzio di difesa cibernetica che vede la partecipazione di colossi come CrowdStrike, Google, Apple e Microsoft. Questo progetto, finanziato con 100 milioni di dollari dalla stessa Anthropic, mira a impiegare la potenza di Mythos esclusivamente per rintracciare e correggere preventivamente le vulnerabilità delle infrastrutture critiche mondiali.

Il braccio di ferro con il Pentagono

Mentre l’innovazione galoppa, l’eetica di Anthropic ha causato un incidente istituzionale con il governo degli Stati Uniti. Dopo essersi rifiutata di fornire l’accesso a Claude per l’elaborazione di strategie operative militari sul campo di battaglia, a marzo 2026 l’azienda è entrata in rotta di collisione con il Dipartimento della Difesa.

La risposta dell’esecutivo è stata dura: avvalendosi di statuti specifici (come il 10 U.S.C. § 3252), il governo ha formalmente inserito Anthropic in una lista nera definendola un “rischio per la catena di approvvigionamento” per la sicurezza nazionale, ordinando la rimozione dei suoi sistemi dagli apparati federali. Ne è scaturita una furiosa battaglia legale su più fronti. Da un lato, un tribunale della California ha concesso ad Anthropic un’ingiunzione preliminare, dichiarando che l’azione del governo violava il diritto al giusto processo. Dall’altro lato, una recentissima sentenza della Corte d’Appello di Washington D.C. ha rifiutato di sospendere il bando, sostenendo che l’interesse supremo della sicurezza nazionale in tempi di conflitto prevale sui danni finanziari subiti da un’azienda privata. Nel mezzo di questa bufera, OpenAI ha colto l’occasione stringendo rapidamente nuovi e redditizi accordi con il Pentagono.

Il dibattito macroeconomico

Di fronte a queste valutazioni e a simili scontri geopolitici, il mondo finanziario si interroga nervosamente: è l’alba di una nuova era di produttività o la madre di tutte le bolle speculative? Voci critiche, come quella dell’editorialista Ed Zitron, denunciano la tendenza della Silicon Valley a mascherare l’insostenibilità economica dell’IA. Secondo i detrattori, le enormi spese per addestrare i modelli e l’uso intensivo di potenza di calcolo nascondono un modello di business fragile, destinato a implodere. A rafforzare queste paure vi è il contemporaneo crollo in borsa di molte aziende storiche del software cloud (ribattezzato “SaaSpocalypse”), spazzate via dal timore che gli agenti autonomi di Anthropic rendano obsoleti i tradizionali abbonamenti aziendali.

Al contrario, analisti influenti come Dan Ives di Wedbush respingono al mittente le paure, sostenendo con forza che l’attuale corsa all’IA non ha nulla a che vedere con le speculazioni dell’era Dot-Com. Secondo Ives, la rivoluzione è solo agli inizi: meno dell’1% delle aziende su scala globale ha già adottato soluzioni IA strutturate, lasciando un mercato quasi totalmente intatto per gli anni a venire. I 30 miliardi di dollari di ricavi generati da Anthropic sarebbero, in questa visione, la prova empirica di una domanda concreta.

Qualunque sia la prospettiva corretta, una cosa è inequivocabile: divisa tra ricavi faraonici, tecnologie in grado di ridefinire la sicurezza informatica e battaglie legali di portata storica, Anthropic è oggi uno degli aghi della bilancia del futuro tecnologico. La sua potenziale quotazione in borsa sarà la prova definitiva per misurare la reale solidità del boom dell’intelligenza artificiale.

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