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Buffett, l’eredità dell’Oracolo: il 99,5% ai figli per la filantropia

Gen 24, 2026 | Finanza

Con una lettera di sette pagine che segna la fine di un’era, Warren Buffett, 95 anni, ha lanciato la sua ultima e più grande operazione finanziaria. Ma questa volta non si tratta di acquistare azioni Coca-Cola o Apple. L’investitore più celebre della storia ha annunciato che il 99,5% della sua fortuna, stimata oggi in circa 150 miliardi di dollari, non andrà alla Bill & Melinda Gates Foundation, come il mondo si aspettava da vent’anni, ma sarà affidata interamente a un nuovo trust a scopo benefico, gestito dai suoi tre figli Susan, Howard e Peter.

La decisione, comunicata insieme al suo addio ufficiale alla scena pubblica, rappresenta un terremoto nel mondo della filantropia globale. Buffett ha cambiato le regole del gioco con una clausola che detta una scadenza ben precisa: i figli avranno soltanto 10 anni dopo la sua morte per spendere ogni singolo centesimo.

Tre eredi, tre visioni

La sfida logistica è immensa: per liquidare il patrimonio nei tempi previsti, i fratelli Buffett dovranno donare una media di 15 miliardi di dollari all’anno, una cifra che doppia il budget annuale della stessa fondazione Gates. Ma la vera incognita è politica. Buffett ha imposto l’obbligo dell’unanimità: ogni dollaro speso dovrà essere approvato da tutti e tre i fratelli. E i tre non potrebbero essere più diversi:

  • Susan, 72 anni, è la pragmatica paladina dei diritti civili, nota per il suo massiccio sostegno all’istruzione pubblica tramite la Susan Thompson Buffett Foundation.
  • Howard, 70 anni, è l’uomo d’azione. Agricoltore ed ex sceriffo, la sua fondazione opera in zone di guerra. Dal 2022 ha versato centinaia di milioni in Ucraina per sminare i campi agricoli e sostenere le infrastrutture civili, incontrando personalmente Zelensky.
  • Peter, 67 anni, musicista e intellettuale, è la voce critica. Con la sua NoVo Foundation, ha spesso contestato il “colonialismo filantropico”, preferendo sostenere le comunità indigene e progetti di economia locale radicale.

Meglio affidarsi ai figli

Perché questo cambio di rotta? Nella sua lettera, Buffett è stato chiaro: crede che “tre cervelli vivi e ben diretti” siano superiori alla “mano morta” di un donatore che cerca di controllare il futuro dalla tomba. I bisogni del 2035, ragiona Buffett, saranno diversi da quelli di oggi, e i suoi figli sono nella posizione migliore per reagire con rapidità. Non è una bocciatura per Bill Gates, con cui Buffett mantiene un’amicizia storica e al quale ha già donato 43 miliardi di dollari in vita. È piuttosto una scommessa sulla velocità e sulla flessibilità. Mentre la Gates Foundation è diventata un’enorme macchina burocratica focalizzata sulla salute globale a lungo termine, il nuovo “Trust Buffett” sarà una fondazione benefica progettata per spegnere le crisi del presente e dell’immediato futuro, dalle carestie alle guerre, con una potenza di fuoco finanziaria senza precedenti.

Mentre Warren Buffett si ritira nel silenzio della sua casa di Omaha, lascia al mondo un ultimo insegnamento: la ricchezza accumulata ha valore solo se viene impiegata per uno scopo. La palla passa ora a Susie, Howard e Peter. Hanno un decennio per provare ad impiegare una cifra importante per cambiare, nel loro “piccolo”, il mondo in meglio.

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