flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Big Tech: la scommessa da 700 miliardi sull’AI brucia la cassa e spaventa Wall Street

Feb 7, 2026 | Aziende

Il conto dell’Intelligenza Artificiale è arrivato, ed è molto più salato del previsto. Nelle ultime 48 ore, i mercati finanziari hanno dovuto digerire una realtà emersa dai report di Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft: la corsa per dominare l’AI costerà quasi 700 miliardi di dollari solo nel 2026, una cifra di gran lunga superiore alle previsioni e che spaventa gli investitori.

Ma non è l’ammontare della spesa a far tremare Wall Street, quanto l’impatto devastante che questa avrà sulla liquidità aziendale. Quello che fino a ieri era considerato un settore “stampasoldi” a margini infiniti, oggi si è svegliato con i bilanci di un’industria pesante, costretta a indebitarsi per costruire il futuro.

Il crollo del “cash flow”

Il dato più allarmante riguarda il Free Cash Flow (il flusso di cassa disponibile), l’indicatore principe della salute finanziaria. Secondo i bilanci pubblicati negli ultimi giorni, la liquidità generata dalle “Big Four” è destinata a crollare.

Il caso più critico è quello di Amazon. Con un piano di investimenti (CapEx) di circa 200 miliardi di dollari per quest’anno, gli analisti di Morgan Stanley prevedono che l’azienda chiuderà il 2026 con un flusso di cassa negativo per 17 miliardi di dollari. Bank of America è ancora più pessimista, stimando un buco di 28 miliardi. Non a caso, Amazon ha segnalato alla SEC la possibilità di dover raccogliere nuovi fondi tramite debito o emissione di azioni, una mossa che ha fatto scivolare il titolo del 6% nella seduta di ieri.

Google e Meta: addio alla liquidità

Anche per Alphabet (Google) la musica è cambiata. Per sostenere una spesa prevista tra i 175 e i 185 miliardi di dollari, Pivotal Research stima che il flusso di cassa libero crollerà del 90%, passando dai 73 miliardi del 2025 a soli 8,2 miliardi quest’anno. Il debito a lungo termine di Mountain View è già quadruplicato nell’ultimo anno, toccando i 46,5 miliardi.

Stesso copione per Meta, che prevede spese fino a 135 miliardi per inseguire la “superintelligenza AI”. Gli analisti di Barclays avvertono che anche per l’impero di Zuckerberg il flusso di cassa potrebbe diventare negativo nel biennio 2027-2028.

Da “FOMO” a “difesa”: cambia il vento in borsa

La reazione degli investitori segna un cambio di psicologia radicale. Se fino a pochi mesi fa dominava la “FOMO” (la paura di restare esclusi dal boom AI), oggi il sentiment è virato sulla “difesa dal rischio”. Il mercato sta punendo chi spende senza garantire ritorni immediati: Microsoft, ad esempio, ha visto il suo valore scendere del 17% da inizio anno, appesantita anche dalla rivelazione che il 45% dei suoi futuri contratti cloud dipende da un singolo cliente, OpenAI.

Siamo di fronte a una nuova rivoluzione industriale o a una bolla di investimenti insostenibile? Per ora, l’unica certezza è che le Big Tech hanno smesso di essere porti sicuri di liquidità per diventare cantieri a cielo aperto: chi saprà dimostrare in maniera più convincente di riuscire a monetizzare con il giusto timing gli investimenti miliardari vincerà la gara a Wall Street nel 2026.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva

La prima intervista di Warren Buffett.

Giugno 1962. In un raro filmato d'archivio della KMTV, un trentunenne Warren Buffett affronta il crollo del mercato azionario con una freddezza che diventerà leggendaria. Mentre Wall Street è nel panico per il "Kennedy...