Se Wall Street sperava che una bocciatura della Corte Suprema potesse mettere fine all’era dei dazi di Trump, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha appena distrutto quell’illusione.
Ieri, 3 dicembre 2025, durante il DealBook Summit del New York Times, Bessent ha lanciato un messaggio inequivocabile ai mercati e ai partner commerciali globali: l’amministrazione Trump ha pronto un “Piano B” legale per “ricreare l’esatta struttura tariffaria” attualmente in vigore, rendendo di fatto irrilevante l’esito della battaglia legale in corso.
La Sfida Costituzionale e la Risposta dell’Esecutivo
Attualmente, la Corte Suprema sta valutando il caso Trump v. V.O.S. Selections, che mette in discussione l’uso dell’IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) per imporre dazi. I giudici sono apparsi scettici sul fatto che questa legge, pensata per le emergenze nazionali, possa giustificare una politica commerciale permanente.
Tuttavia, Bessent ha rivelato la strategia di riserva. Se l’IEEPA dovesse cadere, la Casa Bianca attiverà un mosaico di vecchie leggi commerciali mai del tutto abrogate:
- Sezione 122 del Trade Act del 1974: Permette dazi fino al 15% per 150 giorni in caso di deficit della bilancia dei pagamenti. Quando gli è stato chiesto se queste misure sarebbero state temporanee, Bessent ha risposto: “Permanentemente”. Gli esperti legali suggeriscono che l’amministrazione potrebbe dichiarare emergenze consecutive per aggirare il limite temporale.
- Sezione 232 (Sicurezza Nazionale): Già usata per acciaio e alluminio, potrebbe essere estesa a settori strategici come l’auto e la tecnologia.
- Sezione 301 (Pratiche Sleali): Lo strumento principe per colpire la Cina con dazi punitivi (60% o più).

“Il Cubetto di Ghiaccio che si Scioglie”
Bessent ha tentato di rassicurare la platea finanziaria sostenendo che i dazi non sono inflazionistici, ma causano solo un “aggiustamento dei prezzi una tantum”. Ha usato la metafora del “cubetto di ghiaccio che si scioglie”: l’impatto sul gettito fiscale diminuirà nel tempo man mano che lo scopo dei dazi verrà raggiunto, ovvero scoraggiare le importazioni e riportare la produzione negli USA.
Questa visione si scontra con l’allarme lanciato da giganti come Walmart e Costco, che hanno già avvertito di inevitabili aumenti dei prezzi per i consumatori e hanno avviato azioni legali preventive per assicurarsi eventuali rimborsi fiscali nel caso in cui i dazi attuali venissero dichiarati illegali.
Sul fronte geopolitico:
- Cina: Nonostante la retorica, Bessent ha confermato che Pechino è “in linea” con l’acquisto di 12 milioni di tonnellate di soia USA entro febbraio 2026, un segnale che la pressione tariffaria sta portando a risultati transazionali.
- Europa: Bruxelles ha recepito il messaggio. L’UE sta lavorando per accettare un tetto tariffario del 15% (in linea con la Sezione 122) in cambio di massicci acquisti di gas naturale americano, nel tentativo di evitare una guerra commerciale totale.
Conclusione
L’intervento di Bessent segna una svolta: il protezionismo americano non è più una tattica negoziale temporanea, ma una dottrina strutturale. L’amministrazione Trump sta dicendo al mondo che, indipendentemente da ciò che dice la Costituzione o la Corte Suprema, troverà sempre un “grimaldello” legale per mantenere i dazi. L’incertezza strategica è diventata la nuova stabilità.





