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Berkshire Hathaway, l’era post-Buffett inizia con utili in calo del 30% ma una liquidità record da 373 miliardi

Mar 1, 2026 | Aziende

Il 28 febbraio 2026 segna la fine di un’epoca per Wall Street. Berkshire Hathaway ha pubblicato i risultati dell’ultimo trimestre del 2025, chiudendo ufficialmente il sipario sui sessant’anni di leadership operativa del leggendario Warren Buffett. Il conglomerato ha registrato una contrazione degli utili operativi di quasi il 30%, ma a rassicurare i mercati ci ha pensato il nuovo CEO, Greg Abel, che nella sua prima lettera agli azionisti ha rivendicato la forza di un bilancio blindato da una liquidità senza precedenti.

Assicurazioni in frenata e maxi-svalutazioni

I numeri del quarto trimestre mostrano un brusco rallentamento rispetto all’anno precedente: gli utili operativi, parametro prediletto per valutare la reale salute delle attività del gruppo, si sono fermati a 10,2 miliardi di dollari, in calo del 29,8%. A pesare è stato soprattutto il settore assicurativo, storico motore della holding, i cui profitti di sottoscrizione sono crollati del 54% a causa delle difficoltà commerciali e di ritenzione dei clienti affrontate da GEICO.

Anche l’utile netto trimestrale è sceso del 3% a 19,2 miliardi di dollari, zavorrato da una pesante svalutazione contabile di 4,5 miliardi sulle partecipazioni in Occidental Petroleum e Kraft Heinz. Su base annua, la holding ha chiuso il 2025 con utili operativi in calo del 6% a quota 44,49 miliardi, compensati solo in parte dalle solide performance delle divisioni ferroviarie (BNSF) ed energetiche.

Il manifesto di Greg Abel: “Nessuno stravolgimento”

L’attenzione di analisti e investitori era tuttavia catalizzata sulla prima lettera annuale firmata da Greg Abel, subentrato come CEO il 1° gennaio 2026. Abel ha reso omaggio al suo mentore, definendo Buffett “probabilmente il più grande investitore di tutti i tempi”, e ha promesso una rigorosa continuità filosofica.

Il vero scudo della società resta l’immensa riserva di liquidità, che ha toccato la cifra record di 373,3 miliardi di dollari. Abel ha chiarito che questo capitale rappresenta una “polvere da sparo” strategica da impiegare al momento giusto per agire con decisione durante le tempeste finanziarie. Il nuovo leader ha inoltre escluso la distribuzione di dividendi e ha introdotto una sfumatura etica, promettendo di evitare investimenti in aziende che “minano il tessuto della società”.

Le mosse di portafoglio: giù la tecnologia, entra il New York Times

L’ultimo trimestre a guida Buffett ha confermato la postura marcatamente difensiva del conglomerato, che per il tredicesimo trimestre consecutivo ha venduto più azioni di quante ne abbia comprate. Berkshire ha continuato ad alleggerire le sue posizioni nel comparto tecnologico e bancario, tagliando le quote in Apple del 4,3%, in Bank of America dell’8,9% e riducendo drasticamente la scommessa su Amazon del 77%.

In controtendenza, la holding ha rafforzato le posizioni in colossi dell’energia e delle assicurazioni come Chevron e Chubb, sorprendendo Wall Street con un nuovo investimento: l’acquisto di oltre 5 milioni di azioni del New York Times per circa 350 milioni di dollari. Una mossa che segna un inaspettato ritorno di Berkshire nell’editoria, puntando forte sull’economia dell’attenzione dell’era digitale.

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