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Babbo Natale è tornato a Wall Street: record storici per l’S&P 500, oro alle stelle e l’enigma bitcoin

Dic 25, 2025 | MacroEconomia

Il “Santa Claus Rally” non è una leggenda metropolitana quest’anno. A differenza del 2024, quando i mercati subirono una rara inversione negativa proprio sotto le feste, il 2025 si chiude con un’euforia tangibile. La seduta della vigilia di Natale, mercoledì 24 dicembre, ha confermato che i mercati azionari statunitensi e le materie prime stanno cavalcando un’onda di ottimismo macroeconomico, mentre Piazza Affari si è presa una pausa festiva.

Ecco l’analisi di come i mercati hanno chiuso ieri e cosa aspettarsi per l’inizio del 2026.

1. Wall Street: record sotto l’albero

La sessione ridotta del 24 dicembre (chiusura alle 13:00 ET) è stata breve ma intensa. Gli investitori hanno scartato il regalo più gradito: un’economia “Goldilocks” (né troppo calda, né troppo fredda).

  • S&P 500: Ha toccato un nuovo massimo storico, chiudendo a 6.932,05 punti (+0,32%). È la prima volta dal 2013 che l’indice segna un record proprio alla vigilia di Natale, portando il guadagno annuale vicino al 18%.
  • Dow Jones: Ha sovraperformato gli altri indici, salendo dello 0,60% a 48.731,16 punti, trainato da una rotazione verso i titoli industriali e ciclici che beneficiano della crescita del PIL.
  • Nasdaq 100: Ha chiuso a 25.656,15 punti (+0,27%), sostenuto da un rimbalzo dei titoli dei semiconduttori (come Micron) che ha dissipato i timori sui costi dell’Intelligenza Artificiale.

Il Contesto Macro: Il carburante di questo rally è la revisione del PIL USA del terzo trimestre al +4,3%. Un dato sorprendente che, unito ai recenti tagli dei tassi della Fed (ora al 3,50-3,75%), ha convinto gli analisti che la recessione è ormai uno spettro lontano; Allo stesso tempo i dati deboli sul lavoro e il sentiment dei consumatori in calo mantengono più che aperte le speranze di vedere una Fed accomodante nel 2026.

2. Piazza Affari: pausa strategica

Mentre Wall Street festeggiava, l’Europa si muoveva a due velocità o si fermava.

  • FTSE MIB: La Borsa di Milano è rimasta chiusa per festività nella giornata del 24 dicembre. L’ultimo riferimento rimane la chiusura del 23 dicembre in area 44.606 punti, un livello che cristallizza un anno stellare per il listino italiano (+20% circa da inizio anno), trainato dalle banche e dalla stabilità dello spread.
  • Il mercato italiano si ripresenterà al 2026 forte dell’approvazione della manovra di bilancio, ma dovrà attendere la riapertura per reagire ai nuovi record americani.

3. La febbre dell’oro e il “gelo” su bitcoin

La vera anomalia del 2025 è la divergenza tra i due “beni rifugio” per eccellenza.

  • Oro (XAU): Il metallo giallo ha polverizzato ogni record, superando la soglia psicologica dei 4.500 dollari l’oncia proprio il 24 dicembre (+70% nel 2025). Le banche centrali (Cina e India in testa) continuano a comprare oro fisico per proteggersi dalla svalutazione monetaria e dal debito USA in crescita.
  • Bitcoin: Al contrario, l’oro digitale non ha partecipato alla festa. Il Bitcoin ha scambiato intorno agli 87.000 dollari, ben lontano dai massimi di ottobre (126.000$). Gli investitori istituzionali, nel dubbio, hanno preferito la sicurezza tangibile del metallo alla volatilità delle criptovalute, che chiudono l’anno sostanzialmente piatte o in leggero calo relativo.

Cosa aspettarsi?

Le opinioni degli esperti sono concordi su un “Gennaio rialzista”, supportato dalla statistica: quando il Santa Rally (ultime 5 sedute dell’anno + prime 2 del nuovo) è positivo, l’S&P 500 tende a performare bene nel Q1. Tuttavia, con il VIX (indice della paura) ai minimi sotto quota 14 e le previsioni degli analisti mai così allineate, il rischio principale per il 2026 è l’eccesso di sicurezza. Se l’inflazione dovesse rialzare la testa a causa della crescita troppo forte (PIL >4%), la Fed potrebbe fermare i tagli, doccia fredda che i mercati attuali non stanno prezzando.

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