La giornata di oggi 15 gennaio 2026 segna una data storica per l’infrastruttura digitale del Vecchio Continente. Amazon Web Services (AWS) ha ufficialmente acceso i motori del suo AWS European Sovereign Cloud, inaugurando la prima regione “sovrana” nello stato tedesco del Brandeburgo. Con un piano di investimenti monstre da 7,8 miliardi di euro fino al 2040, il gigante americano tenta la sua scommessa più audace: convincere governi e imprese europee che i loro dati possono essere al sicuro da Washington, pur risiedendo su tecnologia americana.
Una fortezza digitale “isolata”
Non si tratta semplicemente di un nuovo data center. La novità annunciata oggi introduce un cambio di paradigma architetturale: il nuovo cloud è fisicamente e logicamente separato dalla rete globale di AWS.
Per la prima volta, l’infrastruttura è progettata per operare in “modalità isola”: secondo Michael Hanisch, CTO di AWS Germania, il sistema può continuare a funzionare autonomamente anche se l’Europa venisse disconnessa da Internet o se gli Stati Uniti bloccassero le esportazioni di software. Tutti i dati, inclusi i metadati sensibili (come le informazioni di fatturazione e gestione degli accessi), rimangono rigorosamente all’interno dell’UE. A vigilare su questa fortezza ci sono solo ed esclusivamente residenti nell’Unione Europea, dipendenti di una nuova entità legale tedesca (GmbH) creata appositamente per schermare le operazioni dalla casa madre.
Espansione immediata: oltre la Germania
Mentre il Brandeburgo funge da hub centrale, AWS ha già svelato le carte per il futuro prossimo. Il progetto prevede un’espansione aggressiva con nuove Local Zones in Belgio, Paesi Bassi e Portogallo. L’obiettivo è chiaro: offrire bassa latenza e residenza del dato “in-country” per soddisfare le paranoie di sovranità di ogni singolo stato membro.
L’impatto economico promesso è significativo: si stima che il progetto genererà un contributo di 17,2 miliardi di euro al PIL tedesco, sostenendo una media di 2.800 posti di lavoro a tempo pieno ogni anno.
Il “paradosso della sovranità”
Nonostante l’entusiasmo dei ministri tedeschi e dei partner come SAP e Deutsche Telekom, l’operazione non è esente da critiche. Esperti legali e concorrenti europei avvertono che, finché la proprietà ultima rimane statunitense, le leggi extraterritoriali come il US CLOUD Act potrebbero ancora teoricamente costringere Amazon a fornire dati alle autorità USA.
Tuttavia, con questa mossa, AWS ha alzato l’asticella rispetto ai rivali Microsoft e Google, offrendo una “sovranità dura” fatta di hardware separato, contro la “sovranità morbida” basata sulla crittografia proposta finora dai concorrenti.
Per l’Europa, il 15 gennaio 2026 potrebbe essere ricordato come il giorno in cui ha accettato il suo compromesso definitivo: l’indipendenza tecnologica totale è un miraggio, ma un’autonomia gestita “blindata” è ora una realtà operativa





