Nonostante una trimestrale che ha battuto le attese sui ricavi, Amazon ha subito una dura punizione dal mercato, con il titolo che è affondato di oltre il 7% nelle contrattazioni after-hours. La causa scatenante non è stato il passato, ma il futuro: il CEO Andy Jassy ha svelato un piano di spesa in conto capitale (CapEx) di ben 200 miliardi di dollari per il 2026, una cifra che ha colto di sorpresa Wall Street e che supera di gran lunga le stime degli analisti, ferme a circa 146 miliardi.
Un assegno in bianco per l’AI
La notizia ha completamente oscurato i risultati del quarto trimestre 2025, in cui Amazon ha registrato un fatturato di 213,4 miliardi di dollari (+14%) e una riaccelerazione della divisione cloud AWS, cresciuta del 24% ma ha anche mancato il consensus sull’EPS.
Il management ha giustificato questa spesa faraonica, che rappresenta un aumento di oltre il 50% rispetto al 2025, come necessaria per sostenere una domanda “senza precedenti” nel settore dell’Intelligenza Artificiale e del cloud. Andy Jassy ha dichiarato che la capacità aggiuntiva viene “monetizzata non appena installata”, segnalando che il focus attuale è l’infrastruttura, non i clienti. I fondi saranno destinati principalmente a:
- Data center e chip AI: Costruzione di nuove infrastrutture e produzione dei chip proprietari Trainium e Graviton.
- Amazon Leo: Il progetto di internet satellitare (precedentemente noto come Project Kuiper), che ora entra in una fase critica e costosa di lanci orbitali massivi.
La reazione del mercato
Per gli investitori, abituati negli ultimi anni a una Amazon focalizzata sull’efficienza e sui margini, questo annuncio rappresenta un brusco cambio di rotta. La preoccupazione principale è che una spesa di tale entità comprimerà drasticamente il Free Cash Flow (flusso di cassa libero), che è già sceso a 11,2 miliardi di dollari su base annua.
Mentre banche d’affari come Morgan Stanley vedono nel backlog di ordini (+40%) la giustificazione per questi investimenti , altri analisti temono che Amazon si stia imbarcando in una guerra di spesa con Google e Microsoft che potrebbe erodere i profitti per anni senza garanzie di ritorni immediati. Il 2026 si preannuncia quindi come l’anno della verità: Amazon dovrà dimostrare che questi 200 miliardi non sono solo costi, ma il carburante per la prossima era di dominio tecnologico.





