La corsa all’oro dell’intelligenza artificiale ha un nuovo capofila in Europa. Synthesia, la startup londinese che ha reso banale la creazione di video con avatar virtuali, ha chiuso un round di finanziamento di Serie E da 200 milioni di dollari, portando la sua valutazione complessiva alla cifra monstre di 4 miliardi di dollari (circa 3 miliardi di sterline).
L’operazione non è solo una questione di cifre, ma di alleanze strategiche. A guidare l’investimento c’è GV (il venture capital di Alphabet/Google), affiancato da NVentures di Nvidia. Una “doppia firma” che segnala chiaramente la direzione del mercato: il futuro non è più solo generare video da un testo, ma creare interfacce umane completamente interattive.
Il nuovo obbiettivo
Fino a ieri, Synthesia era nota per permettere alle aziende di creare video di formazione digitando un semplice script. Con questo nuovo capitale, l’azienda punta a un obiettivo molto più ambizioso: gli “Agenti Video Interattivi”.
Non si tratterà più di guardare passivamente un filmato. La nuova tecnologia permetterà agli utenti di conversare in tempo reale con un avatar, capace di ascoltare, consultare database aziendali e rispondere vocalmente con empatia simulata. Immaginate di non dover più leggere un manuale PDF o attendere in chat con un bot testuale, ma di poter fare una videochiamata con un esperto virtuale sempre disponibile.
A rendere possibile questo salto è l’integrazione profonda con i giganti tech che finanziano l’operazione. Synthesia utilizzerà il modello Veo 3 di Google per generare sfondi e contesti visivi di qualità cinematografica, mentre l’infrastruttura di Nvidia garantirà la potenza di calcolo necessaria per animare questi “umani digitali” con latenza zero.
I Numeri della scommessa
La crescita di Synthesia è stata vertiginosa. Valutata 2,1 miliardi solo nel gennaio 2025, l’azienda ha quasi raddoppiato il suo valore in dodici mesi. I dati finanziari mostrano un’azienda in piena fase di espansione aggressiva:
- Ricavi: Saliti a 58,3 milioni di dollari nel 2024, con una previsione di raggiungere i 200 milioni nel 2026.
- Investimenti: Per sostenere questa crescita, l’azienda ha bruciato cassa registrando una perdita di 59,2 milioni di dollari nell’ultimo esercizio, investiti prevalentemente in R&D e nell’assunzione di 600 dipendenti.
Per i fondatori Victor Riparbelli e Steffen Tjerrild, il successo è anche personale: le loro quote valgono ora circa 160 milioni di dollari ciascuna. Ma la vera sfida inizia adesso: convincere il mondo che parlare con un volto sintetico non è inquietante, ma è il futuro del lavoro.





