L’industria dell’intelligenza artificiale ha un nuovo re dei ricavi. Nell’aprile del 2026, Anthropic ha annunciato il superamento della soglia dei 30 miliardi di dollari in ricavi annualizzati (ARR), segnando uno storico sorpasso sulla rivale OpenAI, le cui stime si fermano a circa 24-25 miliardi di dollari. Questa pietra miliare non rappresenta solo un semplice cambio al vertice, ma certifica il successo di due strategie commerciali diametralmente opposte.
Mentre OpenAI ha puntato fin dall’inizio al mercato consumer di massa con ChatGPT, raggiungendo 900 milioni di utenti attivi settimanali , Anthropic ha scommesso in modo mirato sul settore aziendale (B2B). I risultati di questa scelta sono vertiginosi: se alla fine del 2025 l’azienda registrava un ARR di 9 miliardi, il dato è balzato a 14 miliardi a febbraio, 19 miliardi a marzo e infine 30 miliardi ad aprile. Le aziende che spendono oltre un milione di dollari all’anno per i servizi di Anthropic sono raddoppiate in meno di due mesi, superando quota 1.000, con otto delle prime dieci aziende della lista Fortune 10 come clienti.

Il vero motore di questa impressionante accelerazione è Claude Code, un agente IA progettato per l’ingegneria del software che ha da solo raggiunto i 2,5 miliardi di dollari di ricavi annualizzati. Divenuto onnipresente nei dipartimenti di sviluppo, Claude Code è oggi responsabile di circa il 4% di tutte le modifiche di codice (commit) registrate su GitHub a livello globale.
Per sostenere questa domanda insaziabile, Anthropic ha appena siglato un grandissimo accordo infrastrutturale con Google e Broadcom. L’intesa garantirà alla startup l’accesso a circa 3,5 gigawatt di capacità di calcolo tramite processori TPU (Tensor Processing Unit) di nuova generazione, un’infrastruttura equivalente al fabbisogno energetico di centinaia di migliaia di abitazioni, che inizierà a entrare in funzione nel 2027.
Tuttavia, dietro l’incredibile euforia finanziaria incombono alcune ombre. Diversi analisti indipendenti puntano il dito contro l’ingegneria contabile e una pratica architettonica ribattezzata “TokenMaxxing”. I nuovi modelli di punta di Anthropic, Sonnet e Opus 4.6, hanno abilitato di default una finestra di contesto da un milione di token; in mancanza di ottimizzazioni manuali da parte degli utenti, questo genera un sovraccarico di dati che esaurisce rapidamente i budget aziendali, gonfiando in modo artificiale la spesa per le API e creando proiezioni annualizzate su finestre mensili eccezionali.

A questo si aggiungono turbolenze sul fronte della sicurezza e della geopolitica. All’inizio di aprile, l’azienda ha subìto una disastrosa fuga del codice sorgente di Claude Code sulla piattaforma pubblica npm a causa di un banale errore umano, esponendo i segreti del suo prodotto di punta ai diretti concorrenti. Parallelamente, è in corso una durissima battaglia legale con il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti, che aveva etichettato Anthropic come “rischio per la catena di approvvigionamento” a seguito del suo rifiuto etico di permettere l’impiego dell’IA in sistemi d’arma autonomi. Benché un giudice federale abbia temporaneamente bloccato il divieto del Pentagono definendolo una “ritorsione”, l’attrito istituzionale resta altissimo.
Inoltre, sul fronte dello spionaggio industriale, Anthropic, OpenAI e Google sono state costrette a fare fronte comune all’interno del Frontier Model Forum per condividere intelligence e arginare i massicci attacchi di “distillazione” provenienti da laboratori cinesi come MiniMax e DeepSeek, che miravano a sottrarre le logiche di ragionamento dei modelli occidentali.
In conclusione, il superamento dei 30 miliardi di dollari incorona Anthropic come l’azienda a più rapida crescita del settore tecnologico. Con una valutazione privata che viaggia sui 380 miliardi di dollari , l’ecosistema attende ora la prova finale: l’imminente Offerta Pubblica Iniziale. Ma prima di convincere del tutto Wall Street, l’azienda dovrà dimostrare che i suoi numeri siano le fondamenta di un nuovo, sostenibile impero.







