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Amazon: pronti 9 miliardi per Globalstar nella sfida a Starlink

Apr 2, 2026 | Aziende

L’esclusiva lanciata dal Financial Times il primo aprile 2026 ha probabilmente scosso Elon Musk: Amazon è in trattative avanzate per l’acquisizione di Globalstar, storica società di telecomunicazioni satellitari. L’operazione, che si aggirerebbe intorno ai 9 miliardi di dollari, rappresenta la mossa più aggressiva mai tentata dal colosso fondato da Jeff Bezos per colmare il divario con SpaceX e il suo network dominante, Starlink.

La notizia ha immediatamente infiammato Wall Street. Le azioni di Globalstar (ticker NASDAQ: GSAT) hanno registrato un balzo del 24% nelle contrattazioni after-hours, sfiorando gli 85 dollari per azione e portando la capitalizzazione di mercato dell’azienda a circa 8,8 miliardi di dollari. Un traguardo che segna i massimi storici per l’azienda dal 2008. La speculazione ha contagiato positivamente anche altre aziende del settore aerospaziale, come Iridium e Viasat , segnalando come gli investitori percepiscano questa mossa come l’inizio di una fase di consolidamento commerciale. La valutazione da 9 miliardi rappresenta un altissimo “premio di scarsità”, pari a ben 33 volte le vendite stimate di Globalstar per il 2025.

L’emergenza di “Amazon Leo”

Perché Amazon è disposta a sborsare una cifra simile? La risposta risiede nel disperato bisogno di tempo e frequenze. Amazon sta sviluppando la propria megacostellazione per l’internet a banda larga, inizialmente nota come Project Kuiper e recentemente ribattezzata “Amazon Leo”.

Mentre SpaceX vanta già oltre 10.000 satelliti in orbita e serve più di 9 milioni di utenti a livello globale , Amazon è drammaticamente indietro. Ad aprile 2026, l’azienda dispone di soli 212 satelliti operativi. Inoltre, si trova ad affrontare un’improrogabile scadenza della Federal Communications Commission (FCC) statunitense, che impone di mettere in orbita metà della sua costellazione di 3.236 satelliti entro il 30 luglio 2026. L’impossibilità di rispettare questo traguardo ha costretto Amazon a chiedere una proroga di due anni, attirandosi persino le critiche pubbliche del presidente della FCC Brendan Carr.

In questo scenario critico, Globalstar rappresenta un salvagente vitale. Sebbene sia un’azienda più piccola e con una flotta più vecchia, possiede un’infrastruttura terrestre operativa e un portafoglio inestimabile di licenze per lo spettro elettromagnetico globale (come le Bande L, S e la preziosa Banda terrestre n53). L’acquisizione permetterebbe ad Amazon di aggirare anni di burocrazia, supportando partnership commerciali già avviate, come l’accordo firmato per dotare 500 aerei di Delta Air Lines di Wi-Fi satellitare a partire dal 2028 , sfruttando la nuova linea di terminali proprietari (Leo Nano, Leo Pro e Leo Ultra).

L’ostacolo: il 20% di Apple

Nonostante le sinergie strategiche evidenti, l’affare è tutt’altro che concluso. Sulla strada di Amazon si erge un ostacolo gigantesco: Apple. L’azienda di Tim Cook non è solo il principale cliente di Globalstar, ma il suo partner tecnologico più critico.

A partire dal 2022, Apple ha trasformato Globalstar nella spina dorsale della funzionalità “Emergenza SOS via satellite” (e ora dei messaggi via satellite) presente sugli iPhone. Nel novembre del 2024, i legami si sono stretti parecchio: Apple ha investito 1,5 miliardi di dollari in Globalstar. Di questi, 1,1 miliardi sono stati versati come pre-pagamento per finanziare la costruzione di una nuova costellazione e infrastrutture terrestri, mentre 400 milioni sono serviti per acquisire una quota azionaria del 20% nella filiale operativa che detiene le licenze.

In base a questi accordi, Globalstar ha l’obbligo di riservare ben l’85% della sua capacità di rete esclusivamente ad Apple. L’idea che Amazon, concorrente diretto di Apple nel campo dei servizi digitali e dell’hardware, possa acquisire l’infrastruttura da cui dipendono le comunicazioni degli iPhone genera un cortocircuito clamoroso. Avendo una quota del 20%, Apple detiene di fatto poteri di veto sulle decisioni aziendali strategiche e difficilmente permetterà ad Amazon di assorbire l’operatore senza aver prima garantito blindature per i propri servizi.

Ad aggiungere un ulteriore livello di intrigo vi è il ruolo di SpaceX. Indiscrezioni circolate alla conferenza satellitare di Washington D.C. rivelano che il presidente di Globalstar, Jay Monroe, avrebbe usato una prima offerta di Amazon per stimolare una controfferta da parte di SpaceX già nell’ottobre 2025. SpaceX, che ha recentemente speso 17 miliardi per acquisire le frequenze di EchoStar, non avrebbe un reale bisogno tecnologico di Globalstar. Secondo gli analisti, l’interferenza di Elon Musk avrebbe il solo scopo di costringere il rivale Bezos a strapagare la società e a impelagarsi in complesse dispute legali con Apple, creando così una trappola per rallentare l’avanzata di Amazon Leo.

La palla passa ora ai negoziatori. Se Amazon riuscirà a trovare la quadra con Apple e a superare lo scrutinio delle autorità antitrust, il mercato delle telecomunicazioni cambierà volto. Da un lato avremo Starlink di SpaceX, forte di un vantaggio competitivo temporale massiccio e pronta per una titanica Offerta Pubblica Iniziale (IPO). Dall’altro, un’alleanza Amazon-Globalstar capace di fondere lo spettro satellitare preesistente con l’infrastruttura di rete globale di Amazon.

In questa nuova corsa allo spazio commerciale, il valore non si misura più solo nei lanci effettuati, ma nel controllo delle frequenze. E pur di non rimanere a terra, Amazon è disposta a staccare un assegno da 9 miliardi di dollari.

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