L’anno fiscale 2025 si chiude con una conferma che scuote tanto Wall Street quanto il mondo delle criptovalute: Tether non è più solo una startup tecnologica, ma un gigante finanziario che gioca ad armi pari con gli Stati sovrani. Secondo l’ultimo report di attestazione del quarto trimestre, la società ha registrato un utile netto superiore ai 10 miliardi di dollari. Sebbene in calo rispetto al picco del 2024, questa cifra consolida la posizione di Tether come una delle aziende più redditizie al mondo per dipendente, forte di un portafoglio di riserve che ha raggiunto la cifra record di 193 miliardi di dollari.
Il debito americano
Il dato che più fa discutere è l’esposizione al debito pubblico statunitense. Tether detiene ora 141 miliardi di dollari in titoli del Tesoro USA (tra detenzioni dirette e indirette). Per mettere questo numero in prospettiva: se Tether fosse una nazione, si classificherebbe tra i maggiori detentori esteri di debito americano, superando economie del G20 come la Germania e l’Australia.
Questa massiccia accumulazione non serve solo a garantire la stabilità della stablecoin USDT, ma rende l’azienda un attore sistemico per la liquidità del dollaro. Come sottolineato nel report, Tether garantisce ormai una “linea di vita” finanziaria per i mercati emergenti, dove il dollaro è scarso e l’inflazione locale galoppa.
La fortezza d’oro e bitcoin
Mentre finanzia il debito USA, Tether sembra paradossalmente scommettere contro la svalutazione della valuta fiat. Nel 2025, l’azienda ha attuato una strategia aggressiva di diversificazione verso “beni rifugio tangibili” (hard assets).
- La corsa all’oro: Nel solo quarto trimestre, Tether ha acquistato circa 27 tonnellate d’oro, portando le sue riserve totali a circa 140 tonnellate. Questo ritmo di acquisto ha superato quello di molte banche centrali, inclusa quella polacca, posizionando l’azienda tra i primi 30 detentori globali del metallo prezioso.
- Il tesoro in bitcoin: Parallelamente, il portafoglio Bitcoin dell’azienda ha raggiunto un valore di circa 8,4 miliardi di dollari.
Paolo Ardoino, CEO di Tether, ha descritto questa strategia come un’assunzione di “reale responsabilità”, affermando che l’accumulo di oro serve a “rimuovere l’ambiguità in un momento in cui la fiducia nei sistemi monetari si sta indebolendo”.

Il capitale per il futuro
Un aspetto cruciale del 2025 è la netta separazione tra le riserve della stablecoin e il capitale di rischio dell’azienda. Tether ha isolato circa 20 miliardi di dollari in una divisione di investimenti (Tether Investments) che opera come un fondo sovrano privato.
Questi fondi non supportano USDT, ma finanziano una visione futuristica: dall’intelligenza artificiale (con investimenti massicci in Northern Data) alle neurotecnologie (acquisizione di quote in Blackrock Neurotech per le interfacce cervello-computer), fino alle infrastrutture energetiche in America Latina.
La visione di Ardoino
In chiusura del report, Ardoino ha ribadito che il successo del 2025 “non riguarda solo la scala della crescita, ma la struttura dietro di essa”. La trasformazione di Tether in un “social network monetario” globale mira a costruire un’infrastruttura resiliente, capace di sopravvivere a potenziali crisi del sistema bancario tradizionale. Con un cuscinetto di capitale in eccesso di 6,3 miliardi di dollari , Tether entra nel 2026 non più come un business solamente legato alle crypto, ma come una fortezza finanziaria diversificata.





