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Tesla, la fine di un’era: addio a Model S e X. Musk inizia la transizione verso i robot Optimus

Gen 29, 2026 | Aziende

A volte arriva il momento in cui un’azienda deve cambiare pelle, e per Tesla quel momento è arrivato la sera del 28 gennaio 2026. Durante la presentazione dei risultati finanziari del quarto trimestre, Elon Musk non si è limitato a commentare i numeri, ma ha decretato la fine del capitolo che ha reso Tesla un colosso globale. Con una freddezza pragmatica che maschera a malapena la portata emotiva dell’annuncio, il CEO ha confermato lo stop definitivo alla produzione della Model S e della Model X.

“Un congedo con onore”

Musk saluta così le due vetture che hanno definito il concetto moderno di auto elettrica. “È giunto il momento di concludere i programmi Model S e X con un congedo onorevole” (“honorable discharge”), ha dichiarato Musk agli investitori.

Non si tratta di una pausa, ma di una cancellazione. La produzione cesserà nel secondo trimestre del 2026. L’avvertimento del CEO ai potenziali clienti è stato perentorio, creando un immediato senso di scarsità: “Se siete interessati ad acquistare una Model S o una Model X, questo è il momento giusto per ordinarla”.

La decisione, per quanto drastica, affonda le radici nei numeri. Nel 2025, le due ammiraglie (un tempo status symbol da oltre 100.000 euro) hanno rappresentato una frazione infinitesimale delle vendite, schiacciate dal successo delle più economiche Model 3 e Y e da un mercato ormai saturo. In Italia, ad esempio, i dati UNRAE per il 2025 dipingono un quadro impietoso: meno di 60 unità immatricolate in totale tra i due modelli in un intero anno.

Dai motori ai cervelli artificiali

La vera notizia, tuttavia, non è ciò che Tesla smette di fare, ma ciò che inizierà a costruire. La storica fabbrica di Fremont, in California, il luogo dove nacque la prima Model S, non verrà chiusa, ma subirà una metamorfosi radicale.

Musk ha svelato che lo spazio liberato dalle linee di assemblaggio delle auto verrà convertito per la produzione di massa di Optimus, il robot umanoide di Tesla. L’obiettivo è ambizioso, quasi fantascientifico: raggiungere una capacità produttiva di 1 milione di unità all’anno.

“Ci stiamo davvero muovendo verso un futuro basato sull’autonomia”, ha spiegato Musk, sottolineando come la transizione trasformi Tesla da costruttore di auto a “Physical AI company” (azienda di intelligenza artificiale fisica). La logica è industriale: convertire una catena di montaggio pensata per veicoli pesanti in un hub per la robotica richiede una tabula rasa. “Poiché è una catena di approvvigionamento completamente nuova, non c’è davvero nulla della catena esistente che esista in Optimus”, ha ammesso il CEO.

Un 2026 di investimenti

Il contesto in cui matura questa decisione è quello di un’azienda sotto pressione. Il 2025 si è chiuso con il primo calo annuale dei ricavi nella storia di Tesla (-3%) e una contrazione delle consegne. Tuttavia, invece di tirare i remi in barca, Musk ha annunciato un piano di investimenti massiccio: oltre 20 miliardi di dollari di spese in conto capitale (CapEx) previste per il 2026.

Questi fondi serviranno a finanziare la “guerra” per l’intelligenza artificiale: nuovi cluster di supercomputer per addestrare la guida autonoma e, soprattutto, l’infrastruttura per i robot. Per gli analisti, si tratta di una scommessa “tutto o niente”. Adam Jonas di Morgan Stanley ha definito il potenziale dei robot come un possibile moltiplicatore di valore senza precedenti, stimando che ogni robot possa generare un valore netto enorme se impiegato per sostituire lavoro umano ripetitivo.

Gli scenari futuri

Con l’uscita di scena delle “halo cars”, Tesla perde i suoi prodotti vetrina, quelli che facevano sognare gli appassionati con accelerazioni da supercar. Ma il messaggio di Musk è chiaro: il futuro non è più l’auto di lusso da guidare, ma il robot che lavora per noi e l’auto che si guida da sola.

Per chi ha amato il marchio per le sue berline eleganti e i SUV con le portiere ad ali di falco, è un addio amaro. Per gli azionisti, è l’inizio di una nuova, rischiosa avventura. Come ha sintetizzato Musk durante la call: “Stiamo facendo grandi investimenti per un futuro epico”. Resta da vedere come reagirà il mercato a questa svolta.

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