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SpaceX verso l’IPO dei record: Musk ha scelto 4 banche per il debutto in borsa

Gen 23, 2026 | Aziende

L’era della New Space Economy sta per vivere il suo momento più decisivo. Secondo quanto riportato dal Financial Times e confermato da diverse fonti finanziarie, SpaceX ha formalmente selezionato le banche che guideranno quella che si preannuncia come l’Offerta Pubblica Iniziale (IPO) più grande della storia.

In una mossa che segna la pace definitiva tra Elon Musk e l’establishment finanziario tradizionale, il fondatore di Tesla ha affidato il mandato a un “quadrumvirato” d’eccezione: Goldman Sachs, Morgan Stanley, JPMorgan Chase e Bank of America.

Un’alleanza stellare

La scelta non è casuale. Morgan Stanley, storico alleato di Musk nelle operazioni Tesla e Twitter, giocherà probabilmente un ruolo di primo piano, affiancata dalla potenza distributiva di Goldman Sachs. Ma la vera notizia è l’inclusione di JPMorgan Chase, istituto con cui Musk ha avuto in passato rapporti burrascosi, segnale che per un’operazione di questa portata il pragmatismo ha prevalso sui vecchi rancori. Bank of America completerà la squadra, offrendo un canale privilegiato verso gli investitori retail che da anni sognano di possedere un pezzo della compagnia spaziale.

La cifra shock: 1,5 trilioni di dollari

L’obiettivo finanziario è sbalorditivo. SpaceX punta a una valutazione di circa 1.500 miliardi di dollari (1,5 trilioni) per il debutto previsto nel 2026. Se confermato, questo valore polverizzerebbe ogni record precedente, superando persino la storica quotazione di Saudi Aramco del 2019. Con una raccolta di capitali prevista superiore ai 30 miliardi di dollari, l’azienda non cerca solo liquidità, ma un vero e proprio “tesoro di guerra”.

La sfida: data center in orbita

Perché SpaceX ha bisogno di così tanto denaro ora? La risposta non risiede solo nei razzi, ma nei dati. Dietro l’IPO si nasconde un nuovo piano industriale svelato da indiscrezioni interne: la creazione di “Orbital AI”, una rete di data center spaziali.

Elon Musk intende aggirare i limiti energetici terrestri spostando l’addestramento dell’Intelligenza Artificiale in orbita, dove l’energia solare è illimitata e il vuoto offre nuove soluzioni (seppur complesse) per la gestione termica. I proventi dell’IPO serviranno a finanziare questa infrastruttura colossale e a scalare la produzione del mega-razzo Starship, necessario per portarla in cielo.

La reazione dei mercati

La notizia ha già scosso il settore. Le azioni di competitor e partner come Rocket Lab hanno registrato impennate, trainate dall’entusiasmo per una possibile rivalutazione dell’intero comparto spaziale.

Mentre il CFO di SpaceX, Bret Johnsen, lavora per preparare i conti all’esame della SEC, il messaggio di Musk è chiaro: il 2026 non sarà solo l’anno in cui SpaceX diventerà pubblica, ma l’anno in cui cercherà di trasformarsi dalla più grande azienda di trasporti spaziali alla più grande infrastruttura di calcolo dell’universo.

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