Il muro tra la finanza tradizionale e l’ecosistema delle altcoin si è appena assottigliato ulteriormente. CME Group, la più grande piazza di scambio di derivati al mondo, ha annunciato ufficialmente il lancio di contratti futures su Cardano (ADA), Chainlink (LINK) e Stellar (XLM).
L’inizio delle negoziazioni è fissato per il 9 febbraio 2026, in attesa del via libera definitivo delle autorità di regolamentazione.
Una Strategia per tutti gli investitori
La mossa del CME non si rivolge solo ai giganti di Wall Street. L’exchange ha adottato una strategia inclusiva offrendo due tipologie di contratti per ciascun asset:
- Contratti Standard: Pensati per fondi istituzionali e grandi speculatori (es. 100.000 ADA o 5.000 LINK per contratto).
- Contratti Micro: Progettati per trader retail e strategie più granulari, con dimensioni ridotte a un decimo o un ventesimo rispetto allo standard (es. 10.000 ADA o 250 LINK).
Giovanni Vicioso, Global Head of Cryptocurrency Products del CME, ha motivato la scelta citando una “domanda record” registrata nel 2025, anno in cui i volumi dei derivati crypto sull’exchange sono cresciuti del 139%, superando i 12 miliardi di dollari di valore nozionale giornaliero.
La reazione del mercato
Nonostante la notizia rappresenti una validazione fondamentale per la legittimità a lungo termine di questi progetti, la reazione immediata dei prezzi è stata tiepida, confermando il classico adagio finanziario “Buy the rumor, sell the news” (compra sulle indiscrezioni, vendi sulla notizia).
Nelle 24 ore successive all’annuncio del 15 gennaio, tutti e tre gli asset hanno registrato correzioni:
- Cardano (ADA) è sceso del 4,8% attestandosi a circa $0.39.
- Chainlink (LINK) ha perso il 2,7% scendendo a $13.75.
- Stellar (XLM) ha subito il calo più marcato, rompendo supporti tecnici chiave a $0.23.
Gli analisti suggeriscono che i trader abbiano approfittato dell’annuncio per incassare i profitti accumulati nelle settimane precedenti, un fenomeno già osservato durante il lancio dei futures su Bitcoin nel 2017.
Perché è un punto di svolta
L’importanza di questo lancio va oltre il prezzo giornaliero. Quotando questi futures, il CME offre implicitamente a Cardano, Chainlink e Stellar uno status simile a quello delle commodity, proteggendoli parzialmente dalle incertezze normative della SEC che spesso classifica le criptovalute come “titoli azionari” (securities).
Inoltre, questi strumenti regolamentati e regolati in contanti (cash-settled) permetteranno finalmente alle istituzioni di esporsi a questi asset o di coprire i rischi (hedging) senza dover gestire la complessa custodia dei wallet digitali.
Con la concorrenza di Coinbase Derivatives che incalza sul fronte del trading 24/7, il 2026 si preannuncia come l’anno della battaglia per la liquidità istituzionale delle criptovalute.





