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Groenlandia, l’Europa alza il muro: soldati francesi e tedeschi a Nuuk per fermare l’annessione USA

Gen 15, 2026 | Geo/Politica

L’alba polare su Nuuk oggi non ha illuminato solo la neve, ma l’inizio di un nuovo capitolo nella difesa europea. In una mossa senza precedenti che sfida apertamente le ambizioni territoriali di Washington, le prime truppe francesi e tedesche sono atterrate sul suolo groenlandese, segnando una linea rossa fisica contro il progetto di annessione statunitense.

L’arrivo dei rinforzi: operazione “Arctic Endurance”

Alle prime luci dell’alba, un Airbus A400M della Luftwaffe ha toccato la pista ghiacciata di Nuuk, sbarcando una squadra di ricognizione di 13 specialisti della Bundeswehr. Quasi contemporaneamente, il Presidente francese Emmanuel Macron ha confermato l’arrivo di 15 membri delle truppe d’élite da montagna (Chasseurs Alpins), dispiegati per unirsi ai colleghi danesi, svedesi e norvegesi nell’operazione “Arctic Endurance”. Ufficialmente definita come un’esercitazione per testare le capacità in ambiente artico, la missione è nei fatti una risposta muscolare al fallimento dei negoziati diplomatici avvenuto solo 24 ore prima a Washington.

Il fallimento diplomatico e l’ultimatum di Trump

La tensione è salita alle stelle dopo che l’incontro del 14 gennaio tra i ministri degli esteri di Danimarca e Groenlandia e il Vicepresidente USA J.D. Vance si è concluso con un “disaccordo fondamentale”. La richiesta dell’amministrazione Trump è chiara e non negoziabile: il controllo totale della Groenlandia è considerato “vitale” per la sicurezza nazionale americana e per il dispiegamento del “Golden Dome”, il nuovo scudo missilistico da 175 miliardi di dollari progettato per intercettare minacce ipersoniche russe e cinesi.

La reazione del Presidente Trump su Truth Social non si è fatta attendere, ridicolizzando le capacità difensive attuali di Copenaghen: “Dite alla Danimarca di andarsene da lì, ORA! Due slitte con i cani non basteranno! Solo gli USA possono!!!”.

La risposta europea

L’invio di truppe continentali rappresenta una svolta storica. Per la prima volta, Berlino e Parigi mobilitano forze non per assistere gli Stati Uniti, ma per dissuaderli, operando al di fuori delle strutture di comando NATO a guida americana. Mentre a Nuuk i cittadini espongono bandiere nazionali alle finestre in segno di resistenza, il governo locale ha ribadito: “Se dobbiamo scegliere tra gli Stati Uniti e la Danimarca, scegliamo la Danimarca”.

Con i pattugliatori P-8A Poseidon tedeschi pronti a seguire le truppe di terra e la “linea del ghiaccio” ormai presidiata da soldati europei, la Groenlandia cessa di essere una periferia silenziosa per diventare il fronte più caldo dello scontro geopolitico transatlantico.

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