In quella che si configura come la più grande operazione finanziaria della sua storia, Nvidia ha scosso il mondo tecnologico annunciando, proprio alla vigilia di Natale, un accordo da circa 20 miliardi di dollari in contanti per acquisire gli asset tecnologici e i talenti chiave della startup Groq. L’operazione, che supera di quasi tre volte l’acquisto di Mellanox avvenuto nel 2019, segna un cambio di passo decisivo nella guerra per il dominio dell’intelligenza artificiale.
La mossa strategica: dall’addestramento all’inferenza
Se fino ad oggi Nvidia è stata la regina indiscussa del training (l’addestramento dei modelli AI) grazie alle sue potenti GPU H100 e Blackwell, con questa mossa il CEO Jensen Huang punta a conquistare anche il mercato dell’inferenza — il processo in cui l’IA risponde agli utenti in tempo reale. La tecnologia di Groq, basata su LPU (Language Processing Units), risolve un problema che le GPU tradizionali faticano a gestire: la latenza. Utilizzando memoria SRAM integrata direttamente nel chip anziché memoria esterna, le LPU di Groq offrono velocità di risposta istantanee e “deterministiche”, fondamentali per il futuro degli agenti AI autonomi e delle conversazioni vocali in tempo reale.

Un’ingegneria legale per schivare l’antitrust
L’aspetto più discusso dell’accordo è la sua struttura atipica, definita dagli esperti un “reverse acqui-hire” (acquisizione inversa di talenti). Nvidia non sta acquisendo l’azienda Groq nella sua interezza. L’accordo prevede:
- L’acquisto della proprietà intellettuale e dei brevetti.
- L’assunzione del fondatore Jonathan Ross (già creatore delle TPU di Google) e del team di ingegneria.
- La sopravvivenza di Groq come entità legale indipendente, che manterrà la divisione servizi GroqCloud sotto la guida del nuovo CEO Simon Edwards.
Questa complessa architettura societaria appare chiaramente progettata per evitare il veto delle autorità antitrust (FTC e DOJ), che bloccherebbero una fusione tradizionale volta a eliminare un concorrente diretto. È una strategia simile a quella già usata da Microsoft con Inflection AI e da Amazon con Adept.
Il terremoto sul mercato
La valutazione di Groq è esplosa in tempi record: solo a settembre 2025 la startup era valutata 6,9 miliardi di dollari; tre mesi dopo, Nvidia ha pagato un premio quasi triplo per assicurarsi che la sua tecnologia non finisse nelle mani di rivali come Amazon o Google. Per i concorrenti come Cerebras, AMD e Intel, la notizia è una doccia fredda. Nvidia ha efficacemente rimosso dal mercato l’unica alternativa hardware capace di superare le sue prestazioni nell’inferenza, consolidando ulteriormente il suo ruolo di fornitore obbligato per chiunque voglia sviluppare o utilizzare l’intelligenza artificiale.





