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Auto Europa, +2,4% di immatricolazioni a novembre, ma l’elettrico vola solo con gli incentivi

Dic 23, 2025 | MacroEconomia

Se ci fermassimo ai titoli di testa, il mercato dell’auto europeo sembrerebbe in salute. I dati diffusi oggi dall’ACEA registrano una crescita delle immatricolazioni del 2,4% a novembre nell’area allargata (UE+EFTA+Regno Unito), superando la soglia psicologica del milione di unità (1.079.563 per l’esattezza). Tuttavia, analizzando i numeri in profondità, emerge una realtà ben diversa: quella di un mercato tenuto in vita artificialmente dai sussidi statali e sempre più sotto assedio dalla concorrenza asiatica.

Il miraggio tedesco e il ritorno dei sussidi

Il motore di questa crescita è quasi interamente attribuibile alla Germania. Berlino ha registrato un aumento complessivo del 2,5%, ma il dato sconvolgente riguarda le auto elettriche (BEV): +58,5% rispetto allo scorso anno. Non si tratta di un’improvvisa conversione ecologica degli automobilisti tedeschi, ma di puro calcolo economico. Dopo il crollo delle vendite causato dallo stop agli incentivi a fine 2024, il nuovo schema di supporto da 3 miliardi di euro varato dal governo ha “drogato” il mercato. Senza l’intervento statale, la domanda privata di elettrico rimane debole, come confermano le associazioni di categoria che parlano di una domanda spinta “artificialmente” dalle autoimmatricolazioni dei concessionari.

Il sorpasso cinese e il crollo di Tesla

Mentre l’Europa discute, la Cina avanza. Il marchio BYD ha segnato un incredibile +221,8% di immatricolazioni in Europa a novembre. Il dato più simbolico arriva proprio dalla Germania, la patria dell’auto, dove BYD ha immatricolato 4.026 vetture contro le 1.763 di Tesla. Per il colosso di Elon Musk è un novembre nero: -11,8% in Europa e un drammatico -57,8% in Francia, dove l’esclusione dai bonus ecologici (riservati alle auto prodotte in Europa) ha decimato le vendite della Model 3.

Stellantis in affanno

In questo scenario, l’Italia rimane il fanalino di coda dei grandi mercati. A novembre il mercato è rimasto immobile (-0,04%), una “calma piatta” tenuta a galla solo dagli incentivi che hanno portato l’elettrico al 12,2% di quota, un livello comunque lontano dalla media europea. Non sorride nemmeno Stellantis, che perde il 2,7% a livello continentale, penalizzata dall’invecchiamento della gamma e dalla transizione difficile dei marchi americani e francesi, nonostante la buona performance di Fiat (+16,1%) trainata dalla Panda.

Un 2026 incerto Il dato cumulato dell’anno (+1,9%) non deve illudere: rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019, all’appello mancano ancora quasi il 17% delle auto. Il mercato si sta trasformando in un lusso per pochi o per le flotte aziendali (che nel Regno Unito valgono ormai il 61% del mercato ), mentre le famiglie europee, schiacciate dai prezzi e dai tassi, restano alla finestra o si rivolgono all’usato.

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