Il Bureau of Labor Statistics (BLS) ha rilasciato oggi quello che passerà alla storia come uno dei report sull’inflazione più opachi e complessi degli ultimi anni. L’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) ha registrato un aumento annuale del 2,7%, in netto calo rispetto al 3,0% di settembre e significativamente sotto le attese degli economisti (3,1%). Anche l’inflazione Core (esclusi alimentari ed energia) è scesa al 2,6%, toccando i minimi dal marzo 2021.
Tuttavia, fermarsi al numero di facciata sarebbe un errore. Questo rilascio è stato pesantemente compromesso dallo shutdown del governo federale di ottobre, che ha impedito la raccolta fisica dei prezzi per un mese intero. Il risultato è un report “zoppo”, privo della variazione mensile di ottobre e basato su una variazione bimestrale cumulativa (settembre-novembre).
Il Buco Nero Statistico
La mancanza di rilevazioni sul campo per ottobre ha costretto il BLS a ricorrere massicciamente a “imputazioni” statistiche (stime basate sui prezzi precedenti o su modelli). Questo ha creato un effetto di appiattimento della volatilità: se ci sono stati picchi di prezzo in ottobre, il modello statistico li ha probabilmente “lisciati”, diluendoli nel dato bimestrale. Gli analisti avvertono che il dato odierno potrebbe essere un artefatto metodologico piuttosto che un segnale pulito di disinflazione.
Analisi Settoriale: Dove l’Inflazione Resiste
Scavando nei dettagli del report, emergono segnali di tensione che contraddicono la calma apparente del dato generale:
1. L’Energia si Riaccende (+4,2%) Il settore energetico si conferma la minaccia più volatile per il portafoglio dei consumatori, con un aumento del 4,2% su base annua.
- Olio Combustibile e Gas: Con l’arrivo dell’inverno, i prezzi dell’olio da riscaldamento sono esplosi dell’11,3%, mentre il gas naturale è salito del 9,1%.
- Elettricità: L’elettricità è aumentata del 6,9%, riflettendo problemi strutturali di capacità della rete e domanda elevata, un costo che le famiglie non possono evitare.
2. L’Impatto delle Tariffe: Mobili e Arredamento (+4,6%) Un dato particolarmente anomalo è il balzo del 4,6% nel settore Household Furnishings and Operations (Arredamento). In un mercato immobiliare che rallenta, i prezzi dei mobili dovrebbero scendere. Questo aumento è una chiara “pistola fumante” delle politiche commerciali protezionistiche: le tariffe del 25% su mobili e componenti importati stanno venendo trasferite direttamente sui listini al dettaglio, inaugurando una nuova fase di “inflazione da dazi”.
3. Auto Usate: Inversione di Trend (+3,6%) Dopo mesi di contributi deflattivi, il mercato delle auto e camion usati è tornato a salire (+3,6% annuo). Questo rimbalzo suggerisce che le scorte di veicoli a buon mercato si stanno esaurendo e che i consumatori, messi alle strette dai prezzi del nuovo (+0,6%), si stanno riversando nuovamente sull’usato, riaccendendo la competizione sui prezzi.
Il Giallo dello “Shelter” (Abitazione)
La componente abitativa (Shelter), che pesa per un terzo dell’indice, ha mostrato un comportamento statisticamente sospetto. Sebbene sia salita del 3,0% su base annua, la variazione nel bimestre settembre-novembre è stata di un misero +0,2%. Dato che gli affitti tendono a essere vischiosi, un rallentamento così brusco in assenza di dati reali di ottobre suggerisce che il modello di imputazione del BLS potrebbe aver sottostimato la crescita reale degli affitti. Se questo dato dovesse essere rivisto al rialzo nel report di gennaio, l’intero quadro disinflazionistico odierno verrebbe messo in discussione.
Conclusioni: Navigare nella Nebbia
Il report di oggi offre alla Federal Reserve una giustificazione tecnica per la sua recente svolta verso la neutralità (tassi tagliati al 3,50%-3,75%), ma la qualità del segnale è scarsa. Siamo di fronte a un’inflazione a due velocità: i servizi e l’abitazione sembrano raffreddarsi (forse artificialmente), mentre i beni fisici (energia, auto, mobili) stanno ripartendo sotto la spinta di shock d’offerta e tariffe.
Il vero test della disinflazione è rimandato al 13 gennaio 2026, quando il ritorno alla normale raccolta dati ci dirà se il calo di oggi è stato una vittoria reale o solo un’illusione statistica.





