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Tesla, vendite EV in calo, ma nuovi massimi in borsa: la scommessa robotaxi lancia il titolo a Wall Street

Dic 17, 2025 | Aziende

Se guardassimo solo ai numeri di vendita, Tesla dovrebbe essere in crisi. Invece, sui tabelloni di Wall Street, il titolo brilla più che mai. Il 16 dicembre 2025, le azioni della casa di Austin hanno chiuso al nuovo massimo storico di 489,88 dollari, portando la capitalizzazione di mercato alla cifra monstre di 1,63 trilioni di dollari.

Questo rally, che ha spinto il titolo in rialzo di oltre il 40% negli ultimi sei mesi , racconta la storia di due aziende diverse: quella che vende auto (in difficoltà) e quella che vende sogni tecnologici (in piena espansione).

Il Catalizzatore: L’Auto che Guida da Sola

La scintilla che ha acceso l’ultimo rialzo non è arrivata da un bilancio trimestrale, ma da un video virale su X (ex Twitter). Nel weekend del 14 dicembre, un utente texano (“420 Bounty Hunter”) ha filmato una Tesla Model Y nera che si muoveva nel traffico di Austin con un dettaglio inquietante: i sedili anteriori erano completamente vuoti.

Nessun autista, nessun supervisore di sicurezza. Solo l’AI.

Elon Musk ha confermato poco dopo con un tweet lapidario: “Testing is underway with no occupants in the car” (I test sono in corso senza occupanti nell’auto). Per gli investitori, questa è stata la prova che la guida autonoma completa (FSD) in modalità “unsupervised” non è più solo una promessa, ma una realtà tecnica in fase di validazione su strada pubblica.

Il Paradosso dei Fondamentali: Vendite in Frenata

L’euforia per il robotaxi ha permesso al mercato di ignorare completamente i segnali d’allarme provenienti dal core business. I dati fondamentali, infatti, dipingono un quadro ben diverso:

  • Stati Uniti: A novembre, le vendite di Tesla sono crollate del 23% rispetto all’anno precedente. La causa principale è la “sbornia” post-incentivi: la fine del credito d’imposta federale a settembre ha prosciugato la domanda per il quarto trimestre.
  • Europa: Escludendo l’anomalia della Norvegia (dove le vendite sono schizzate per anticipare nuove tasse), Tesla sta perdendo quote di mercato significative in paesi chiave come Francia e Germania, schiacciata da una gamma modelli ormai datata e dalla concorrenza cinese.

Scommessa sul 2026

Perché dunque il titolo vola? Wall Street ha deciso di “guardare oltre”. Gli analisti rialzisti, come quelli di Wedbush, sostengono che valutare Tesla come un venditore di auto sia ormai obsoleto. La scommessa è tutta sul 2026, l’anno in cui dovrebbe debuttare il “Cybercab” e in cui l’AI potrebbe trasformare ogni veicolo in una fonte di reddito passivo.

Tuttavia, il rischio è altissimo. Con un rapporto Prezzo/Utili (P/E) che supera le 300 volte — contro le 8 volte di case tradizionali come Ford — Tesla è prezzata per la perfezione. Come avverte Seth Goldstein di Morningstar, che valuta il titolo molto al di sopra del suo fair value (stimato a 300 dollari), il mercato sta scontando un successo dei Robotaxi che deve ancora superare enormi ostacoli normativi e di sicurezza.

Per ora, però, il fascino dell’auto fantasma ha vinto sulla fredda realtà dei numeri di vendita.

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