La settimana finanziaria che si apre lunedì 15 dicembre 2025 si preannuncia come una delle più volatili e significative dell’anno. Dopo mesi di movimenti sincronizzati, le due sponde dell’Atlantico sembrano pronte a separarsi: mentre gli Stati Uniti cercano di decifrare la salute della loro economia attraverso una raffica di dati statistici ritardati dal recente shutdown governativo, l’Europa si prepara a una “pausa strategica” che potrebbe ridisegnare gli equilibri del mercato valutario.
USA: Dati Post-Shutdown
L’attenzione degli investitori globali è puntata su Washington. La Federal Reserve ha appena tagliato i tassi di interesse di 25 punti base (portandoli al 3,50%-3,75%) nella riunione conclusasi il 10 dicembre, una mossa definita “assicurativa” dal Presidente Jerome Powell. Tuttavia, la decisione è stata presa in un contesto di scarsa visibilità: il recente shutdown governativo di 43 giorni ha bloccato la raccolta e la pubblicazione dei dati economici cruciali, creando un arretrato che verrà smaltito proprio in questi giorni.
Il calendario è insolito e fitto. Martedì 16 dicembre verranno rilasciati i dati sui Non-Farm Payrolls (NFP) di novembre, insieme alle revisioni dei mesi precedenti. Gli economisti prevedono una crescita anemica di appena 35.000 posti di lavoro, un numero che riflette le distorsioni statistiche e il blocco delle assunzioni federali. Un dato inferiore alle attese potrebbe dare ragione al neo-Governatore della Fed, Stephen Miran, che ha recentemente dissentito votando per un taglio più aggressivo di 50 punti base, sostenendo che la politica monetaria è ancora troppo restrittiva.
A complicare il quadro arriverà giovedì 18 dicembre il dato sull’inflazione (CPI). Le stime indicano un indice dei prezzi al consumo al 3,0% su base annua, ancora ben al di sopra del target del 2%. Se i numeri dovessero sorprendere al rialzo, la narrativa di un “atterraggio morbido” verrebbe messa a dura prova, costringendo i mercati a rivedere le scommesse sui tagli previsti per il 2026.
Europa: La BCE e il Paradosso della Crescita
Mentre la Fed taglia, a Francoforte si respira un’aria diversa. La Banca Centrale Europea (BCE) si riunirà giovedì 18 dicembre e il consenso è unanime: i tassi rimarranno fermi, con il tasso sui depositi al 2,00%.
La Presidente Christine Lagarde dovrebbe ribadire che la politica monetaria si trova in “un buon punto” (“a good place”) per combattere l’inflazione dei servizi, che rimane vischiosa. La vera sorpresa potrebbe arrivare dalle nuove proiezioni macroeconomiche dello staff: nonostante il pessimismo diffuso, diversi analisti si aspettano una revisione al rialzo delle stime di crescita del PIL per il 2025 (dall’1,2% all’1,4% circa). Questo “paradosso della crescita” — un’economia che regge meglio del previsto — fornirebbe alla BCE la giustificazione perfetta per non seguire la Fed nel ciclo di tagli aggressivi, sostenendo potenzialmente l’Euro verso quota 1,18 contro il Dollaro.
Il Venerdì delle “Tre Streghe”
A chiudere una settimana già densa di eventi sarà il cosiddetto “Triple Witching” di venerdì 19 dicembre. La scadenza simultanea di future su indici, opzioni su indici e opzioni su azioni promette di iniettare massicce dosi di volatilità e volumi di scambio record, mentre i grandi fondi istituzionali aggiusteranno le loro posizioni in vista della fine dell’anno.
In sintesi, la prossima settimana non sarà solo un test per le banche centrali, ma un momento di verità per i mercati, costretti a scegliere tra la cautela europea e l’incertezza dei dati americani.
Calendario Essenziale della Settimana:
- Martedì 16 Dicembre: USA – Non-Farm Payrolls (Nov) e Vendite al Dettaglio (Oct/Nov).
- Giovedì 18 Dicembre:
- Decisione Tassi BCE (14:15 CET) e Conferenza Stampa Lagarde.
- USA – Indice dei Prezzi al Consumo (CPI).
- Decisione Tassi Bank of England (taglio atteso 25bps).
- Venerdì 19 Dicembre: Triple Witching (Scadenze tecniche).





