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Disney e OpenAI: Il patto da un miliardo che riscrive il futuro di Hollywood

Dic 12, 2025 | Aziende

Di Robert A. Iger si potrà dire tutto, ma non che non sappia scegliere il momento giusto per un colpo di scena. L’11 dicembre 2025, mentre il mondo discuteva ancora dei rischi dell’intelligenza artificiale, The Walt Disney Company ha annunciato un investimento azionario di 1 miliardo di dollari in OpenAI, siglando una partnership pluriennale che promette di cambiare per sempre il modo in cui interagiamo con i nostri eroi d’infanzia.

Il “Giardino Recintato” dell’Intelligenza Artificiale

Al cuore dell’accordo c’è l’integrazione dei marchi Disney all’interno di Sora, la potente piattaforma di generazione video di OpenAI. A partire dal 2026, l’immenso archivio di Burbank, che spazia da Topolino a Star Wars, dalla Marvel alla Pixar, diventerà la “materia prima” per la creatività degli utenti.

La strategia di Disney è chiara: creare un “walled garden” (un giardino recintato). A differenza del “Far West” del web, dove l’AI attinge indiscriminatamente a dati protetti, l’ecosistema Disney-Sora sarà un ambiente controllato e sicuro. Gli utenti potranno generare brevi video utilizzando oltre 200 personaggi ufficiali, ma con paletti rigidissimi stabiliti per proteggere il valore del marchio e il lavoro dei creativi umani.

Cosa si potrà fare (e cosa no)

L’integrazione avverrà direttamente tramite l’uso delle API di OpenAI nei prodotti Disney, portando funzionalità generative potenzialmente anche su Disney+. Immaginate di chiedere all’app di creare un breve corto in cui Iron Man combatte contro Darth Vader sullo sfondo del castello di Cenerentola: tecnicamente, sarà possibile.

Tuttavia, l’accordo traccia una linea rossa invalicabile a tutela dei lavoratori di Hollywood. Non sarà permesso utilizzare le sembianze o le voci di attori reali. Harrison Ford e Robert Downey Jr. sono al sicuro: la licenza copre esclusivamente personaggi animati, creature digitali e figure “mascherate” (come gli Stormtrooper), nel pieno rispetto dei recenti contratti sindacali siglati dopo gli scioperi.

Le reazioni: tra euforia dei mercati e timori artistici

La Borsa ha promosso l’operazione a pieni voti, con il titolo Disney che ha registrato un rialzo immediato tra l’1,9% e il 2,3% a Wall Street, segno che gli investitori vedono nell’AI un nuovo, potente flusso di ricavi.

Più cauta, invece, la reazione del mondo creativo. Se da un lato si democratizza la produzione di “magia” ad alto budget, dall’altro c’è il timore che l’emozione umana, quel tocco intangibile che ha reso grande la Pixar, possa perdersi in un mare di contenuti generati algoritmicamente ma “emotivamente vuoti”.

In definitiva, Disney sta scommettendo che il futuro dell’intrattenimento non sia più solo guardare una storia, ma giocare con essa. Con questo accordo, lo spettatore smette di essere passivo e diventa co-creatore, sotto l’occhio vigile (e proprietario) del colosso dell’intrattenimento.

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