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Tether fa cilecca a Wall Street: il debutto di Twenty One Capital è un “bagno di sangue” da -25%

Dic 10, 2025 | Finanza

Doveva essere la consacrazione della finanza decentralizzata nel tempio di Wall Street, il momento in cui la “cassaforte” di Bitcoin targata Tether avrebbe sfidato i mercati tradizionali. Invece, il debutto di Twenty One Capital (XXI) al New York Stock Exchange si è trasformato in una disfatta. Nelle contrattazioni di ieri, 9 dicembre, il titolo ha subito un crollo verticale, chiudendo con una perdita compresa tra il 24% e il 26% rispetto ai valori di riferimento della SPAC con cui si è fusa.

Il “Misfire” di Tether e l’ombra del Rating

Il mercato ha inviato un messaggio inequivocabile: la diffidenza verso Tether, il colosso delle stablecoin che detiene la maggioranza di XXI, pesa più dell’entusiasmo per i 43.500 Bitcoin messi a bilancio dalla società. Nonostante la potenza di fuoco garantita da Paolo Ardoino e dal CEO Jack Mallers, gli investitori istituzionali hanno voltato le spalle.  

A pesare come un macigno sul sentiment è stato il recente giudizio dell’agenzia S&P Global, che ha declassato Tether a un rating di stabilità “debole” (4 su 5), citando rischi legati alla trasparenza delle riserve e all’esposizione ad asset volatili. Questo “bollino nero” ha contaminato la percezione di Twenty One Capital, vista non come un’entità indipendente, ma come una sussidiaria di fatto di Tether e Bitfinex, che insieme controllano oltre il 70% dei diritti di voto.

La Cronaca del Crollo

L’apertura delle danze è stata traumatica: il titolo XXI ha debuttato a 10,74 dollari, ben al di sotto dei 14,27 dollari a cui scambiava la SPAC Cantor Equity Partners prima della fusione. La pressione di vendita non si è arrestata per tutta la seduta, spingendo il prezzo verso il basso in un contesto di volumi che tradivano la fuga degli investitori speculativi entrati tramite i PIPE (Private Investment in Public Equity).  

Mentre MicroStrategy (MSTR) riusciva a strappare un rialzo del 2,89% nella stessa giornata, confermando la fiducia nel “modello Saylor” , XXI è stata penalizzata per essere una “newco” senza storico operativo e con una governance percepita come troppo accentrata nelle mani di attori del mondo crypto non regolamentato.  

Tempesta Perfetta: Fed e Volatilità Macro

Il timing dell’IPO non poteva essere peggiore. Il debutto è avvenuto alla vigilia di una cruciale riunione della Federal Reserve, prevista per oggi, 10 dicembre, con i mercati in ansiosa attesa di un taglio dei tassi. L’incertezza macroeconomica ha spinto gli investitori verso la cautela (“risk-off”), penalizzando gli asset ad alto beta come le crypto-equities. Inoltre, lo stesso Bitcoin ha mostrato debolezza, oscillando intorno ai 93.000 dollari dopo una correzione dai massimi, togliendo ulteriore supporto alla valutazione del titolo.  

Uno Sguardo al Futuro

“Il mercato non fa sconti,” commentano gli analisti italiani, sottolineando come il crollo del 25% rappresenti un repricing brutale del rischio di governance. Per Jack Mallers e Paolo Ardoino, la strada ora è in salita: dovranno dimostrare che Twenty One Capital non è solo un veicolo per “parcheggiare” la liquidità di Tether, ma un’azienda capace di generare valore reale. Fino ad allora, Wall Street sembra intenzionata a tenere il “denaro onesto” di Tether a debita distanza.

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