flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Cina, è boom per gli occhiali AI: nel 2025 vendite su del 107% mentre i giganti locali sfidano l’assenza di Meta

Dic 10, 2025 | Aziende

Se il 2007 è stato l’anno che ha ridefinito la telefonia mobile, il 2025 si sta rivelando il punto di svolta per l’industria degli occhiali intelligenti in Cina. Mentre l’Occidente osserva affascinato i Ray-Ban di Meta, la Cina sta vivendo un’esplosione parallela e autarchica: secondo le ultime proiezioni IDC, le spedizioni di occhiali smart nel Paese cresceranno del 107% entro la fine dell’anno, superando i 2,7 milioni di unità.  

La notizia non riguarda solo i volumi, ma la rapidità con cui i colossi tecnologici cinesi stanno occupando un vuoto strategico. Poiché i servizi di Meta sono inaccessibili nella Cina continentale, si è scatenata una corsa agli armamenti tra giganti come Xiaomi, Alibaba e Baidu per dominare il mercato domestico con dispositivi che oscillano tra l’estremamente pratico e il decisamente peculiare.  

La strategia: Utilità batte Socialità

A differenza di Meta, che punta tutto sulla condivisione social e sullo stile, la Cina sta scommettendo sull’integrazione profonda con i servizi quotidiani. Alibaba, attraverso il suo brand Quark, ha lanciato occhiali che permettono di effettuare pagamenti tramite Alipay semplicemente scansionando un codice QR con lo sguardo e confermando con la voce. È la vittoria della frizione zero: il portafoglio e lo smartphone restano in tasca.  

Ancora più audace è l’approccio di Li Auto, produttore di veicoli elettrici, che ha appena lanciato i “Livis”. Non semplici occhiali, ma veri e propri “robot indossabili” di soli 36 grammi che si integrano con l’auto: permettono di sbloccare la vettura, aprire il bagagliaio o regolare l’aria condizionata tramite comandi vocali, fungendo da estensione fisica del veicolo.  

Xiaomi, fedele alla sua filosofia, ha aggredito il mercato con un prezzo competitivo (circa 280 dollari) e una batteria da record (oltre 8 ore), posizionandosi come l’alternativa di massa per il controllo della casa intelligente. Nel frattempo, startup come Rokid hanno emulato la strategia “fashion” di Meta collaborando con il brand di occhiali Bolon, dimostrando che l’estetica è ormai un prerequisito non negoziabile.  

Il lato oscuro: Resi e Promesse Mancate

Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. L’entusiasmo dei consumatori si sta scontrando con la realtà tecnologica. I report indicano un tasso di reso allarmante, che tocca il 30% sulle piattaforme e-commerce e fino al 50% su canali video come Douyin.  

Il motivo? Funzionalità promesse che si rivelano acerbe. La tanto pubblicizzata funzione di “conteggio delle calorie” tramite AI, spinta da Baidu e altri, si è rivelata spesso imprecisa, faticando a distinguere porzioni e ingredienti nascosti. Inoltre, molti utenti lamentano che, senza un display visivo (la maggior parte sono solo audio/camera), la navigazione stradale diventa confusa, costringendoli a tirare fuori comunque il telefono.  

Conclusione

Il 2025 si chiude con una certezza: la Cina non sta solo copiando Meta, ma sta creando un paradigma diverso, dove gli occhiali non sono solo una telecamera per Instagram, ma un telecomando per la vita reale. La sfida per il 2026 non sarà più sull’hardware, ma sulla capacità di mantenere le promesse dell’intelligenza artificiale senza deludere le aspettative pratiche degli utenti.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva

Steve Jobs: non inseguire i soldi

In questa intervista Steve Jobs spiega che chi vuole aprire un’azienda non può farlo soltanto con lo scopo di lucrarci, in quanto il risultato finanziario dell’azienda è la conseguenza di un’idea rivoluzionaria e spesso sono...