flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Le auto cinesi si prendono il 6% del mercato italiano

Dic 9, 2025 | Finanza

Mentre Mirafiori si ferma, l’Italia scopre una nuova mobilità low-cost e tecnologica. E domani l’Europa decide il suo destino.

Se serviva una data simbolo per il cambio di paradigma dell’industria automobilistica, l’abbiamo trovata oggi. I dati confermano ciò che gli analisti sussurravano da mesi: la quota di mercato dei marchi cinesi in Italia ha sfondato il muro del 6%. Non è più una nicchia, ma una fetta strutturale del mercato che vale quanto marchi storici come Ford o Renault.  

Il balzo è impressionante se si pensa che solo quattro anni fa, nel 2021, questa quota era un impercettibile 0,4%. Una crescita del 1.350% che racconta due storie opposte: l’ascesa inarrestabile del Dragone e la profonda crisi d’identità dell’industria europea.  

Il Fenomeno BYD

Il volto di questa rivoluzione è una citycar elettrica dal prezzo aggressivo. A novembre, l’auto elettrica più venduta in Italia non è stata una Tesla né una Fiat 500e, ma la BYD Dolphin Surf. Con un prezzo d’attacco di 19.490 euro (che scende a circa 16.000 con le promozioni), BYD ha offerto ciò che l’Europa non riesce più a garantire: un’auto accessibile alla classe media. Il risultato? Nel solo mese di novembre, BYD ha immatricolato oltre 3.500 vetture, segnando una crescita del 500% rispetto all’anno precedente. Accanto a lei corre MG, ormai considerata “di casa” dagli italiani, che con una quota consolidata del 3% compete ad armi pari con i generalisti storici.  

Il Crollo dei Giganti

Mentre i concessionari BYD e Omoda festeggiano, gli stabilimenti storici piangono. Il 2025 si sta chiudendo come un annus horribilis per Stellantis, che registra un calo della produzione in Italia del 27% nel primo semestre. Il dato più drammatico arriva da Mirafiori: la culla della Fiat ha visto i volumi crollare del 70%, con le linee della 500e ferme per mesi a causa di una domanda inesistente per vetture dai listini troppo alti. È il paradosso italiano del 2025: gli operai sono in cassa integrazione perché “non si vendono auto elettriche”, mentre i clienti fanno la fila per comprare quelle cinesi.  

Generazione Z: Addio Nostalgia

Perché questo successo? Oltre al prezzo, c’è un fattore culturale. Per la Generazione Z, il marchio non è un totem intoccabile. Un sondaggio recente rivela che il 74% dei giovani italiani è pronto ad acquistare un’auto cinese, attratto dalla tecnologia di bordo superiore e dall’assenza di pregiudizi sulla qualità, ormai considerata al pari se non superiore a quella occidentale.

L’Attesa per Domani

Tutto questo accade alla vigilia di una giornata cruciale. Domani, 10 dicembre 2025, la Commissione Europea svelerà il nuovo “Pacchetto Automotive”. Sul tavolo c’è il futuro del bando ai motori termici del 2035 e possibili nuove regole sul “contenuto europeo” minimo per accedere agli incentivi. Se Bruxelles alzerà i muri, la Cina è già pronta a scavalcarli producendo direttamente in Europa. Se invece aprirà alla neutralità tecnologica, potrebbe dare ossigeno ai motori termici. Ma guardando i numeri di oggi, la sensazione è che il mercato abbia già votato col portafoglio, incurante della politica.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva

Steve Jobs: non inseguire i soldi

In questa intervista Steve Jobs spiega che chi vuole aprire un’azienda non può farlo soltanto con lo scopo di lucrarci, in quanto il risultato finanziario dell’azienda è la conseguenza di un’idea rivoluzionaria e spesso sono...