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Usa, sgominata la Rete “Gatekeeper”: contrabbando di chip Nvidia legato alla Cina per 160 milioni

Dic 9, 2025 | Geo/Politica

WASHINGTON – Un terremoto giudiziario e diplomatico ha scosso oggi le fondamenta della guerra tecnologica tra Washington e Pechino. Proprio mentre la Casa Bianca annunciava una storica riapertura controllata dell’export tecnologico, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblici i dettagli di “Operation Gatekeeper”, un’indagine federale che ha smantellato una delle più vaste reti di contrabbando di chip mai scoperte, per un valore complessivo di 160 milioni di dollari.  

La Fabbrica dei Falsi “Sandkyan”

Al centro dello scandalo, che ha portato all’arresto di due cittadini cinesi e alla confessione di un imprenditore texano, vi è un meccanismo di frode sofisticato. Secondo l’accusa, la rete guidata da Alan Hao Hsu (titolare della Hao Global LLC) e dai complici Fanyue “Tom” Gong e Benlin Yuan, acquistava legalmente negli USA migliaia di potentissime GPU Nvidia H100 e H200.  

Per aggirare i controlli doganali, la banda trasferiva l’hardware in magazzini segreti dove operai specializzati rimuovevano le etichette originali Nvidia sostituendole con quelle del marchio fittizio “Sandkyan”. I chip, così camuffati da generici componenti elettronici, venivano spediti verso Hong Kong e la Cina, finanziati da bonifici per oltre 50 milioni di dollari provenienti direttamente da entità cinesi.  

Il Paradosso: Arresti e Aperture

La rivelazione degli arresti giunge in una coincidenza temporale che ha del paradossale. Nelle stesse ore in cui i federali mostravano i chip sequestrati, il Presidente Donald Trump confermava via social una radicale inversione di rotta: gli Stati Uniti permetteranno l’export legale dei chip Nvidia H200 verso la Cina, imponendo però una tariffa del 25% su ogni transazione.  

La logica della nuova amministrazione è pragmatica: se il divieto totale alimenta solo il mercato nero e reti criminali come quella appena sgominata, tanto vale legalizzare il flusso e incassarne i profitti. “Il 25% sarà pagato agli Stati Uniti d’America”, ha dichiarato Trump, segnando la fine della dottrina di “strangolamento totale” dell’era Biden.  

Le Reazioni: Sicurezza vs Profitto

Mentre Nvidia applaude la decisione, vedendo riaprirsi un mercato cruciale che le era costato miliardi in mancati ricavi, a Washington si alzano le barricate. I critici, tra cui la senatrice democratica Elizabeth Warren, definiscono la mossa un “fallimento colossale per la sicurezza nazionale”, sottolineando che i chip H200 forniranno alla Cina la potenza di calcolo necessaria per accelerare lo sviluppo di armi autonome e cyber-minacce, indipendentemente dalla tassa pagata.  

L’Operazione Gatekeeper dimostra una verità scomoda: la “fame” di intelligenza artificiale della Cina è tale da abbattere ogni barriera legale. Da oggi, la sfida si sposta dal blocco delle frontiere alla competizione sul prezzo, ma il rischio che la tecnologia americana potenzi l’arsenale del rivale strategico rimane più vivo che mai.

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